Una nuova piattaforma blockchain offre 'generosi' sconti e programmi fedeltà per ristoranti

Poiché il cibo è una necessità, si potrebbe pensare che l'industria della ristorazione sia tra le più remunerative al mondo. Tuttavia, nonostante nei prossimi anni si prevede un incremento del reddito in Europa, America e Medio Oriente, questa ricchezza non si estenderà a tutti i settori.

La competizione è in continuo aumento: la ristorazione informale sta affrontando un periodo di crisi. Si stima che nel Regno Unito otto ristoranti, bar e pub chiudano i battenti ogni giorno: per la prima volta negli ultimi otto anni il numero di luoghi di ristorazione nel paese è in calo. AlixPartners, che ha condotto una ricerca sull'argomento, afferma che le principali cause di questa crisi siano l'incremento dei costi e le vendite stagnanti. Anche molte importanti catene stanno chiudendo alcuni dei propri punti vendita, compresa quella appartenente al celebre cuoco della TV Jamie Oliver: la situazione rimarrà difficile per ancora qualche tempo.

Resto, una piattaforma blockchain orientata al settore della ristorazione e ai suoi consumatori, spiega che "un ambiente eccessivamente competitivo rende sempre più difficile mantenere la fedeltà dei consumatori, e in alcuni casi semplicemente sopravvivere". Nonostante la tecnologia venga spesso considerata la soluzione ai problemi dell'industria, con servizi come Deliveroo e Uber Eats che hanno in poco tempo rivoluzionato il settore, la compagnia crede che molti strumenti non riescano a stare al passo con le richieste del pubblico. Come se non bastasse il cliente viene esasperato dai numerosi programmi fedeltà, progettati per incoraggiare il loro ritorno, con ricompense deludenti e che obbligano al possesso di svariate tessere socio.

A pranzo con la blockchain

Resto afferma di aver elaborato una soluzione globale per affrontare i problemi del mercato, che possa offrire benefici non soltanto ad aziende alimentari sia grandi che piccole, ma anche ai loro clienti, molti dei quali risentono ancora dell'ultima crisi economica.

I clienti potranno inoltre sbarazzarsi delle innumerevoli tessere che intasano i loro portafogli, utilizzando invece una comoda applicazione all-in-one che consente di accumulare token in base a dove si mangia, ottenendo generosi sconti sui pasti. È anche possibile personalizzare le offerte in base alle proprie preferenze, nonché recensire e classificare i ristoranti in maniera imparziale e trasparente. Quest'ultimo è un punto particolarmente saliente, data la sempre minore fiducia riposta nei siti di recensioni: ricordiamo ad esempio il caso dell'audace giornalista che aveva reso il proprio magazzino a Londra il miglior ristorante della città secondo TripAdvisor, senza mai servire un singolo piatto al pubblico.

Resto potrebbe inoltre aiutare i ristoranti a contenere i costi, eliminando la necessità di spendere enormi quantità di denaro per mantenere programmi fedeltà estremamente allettanti. Al tempo stesso l'esclusivo "database dei consumatori" consentirebbe anche di risparmiare sul budget dedicato al marketing.

Provare per credere

Con sede nel Regno Unito e in Corea del Sud, all'interno del proprio white paper Resto cita numerose storie di successo derivanti dalla combinazione di programmi fedeltà e tecnologia. Domino’s Pizza ha ad esempio puntato molto sull'e-commerce, tanto che i clienti possono oggi acquistare cibo utilizzando il proprio Amazon Echo, smartwatch, cellulare, automobile e addirittura Twitter. Il Chief Digital Officer dell'azienda ha spiegato che queste nuove modalità d'accesso hanno aiutato ad incrementare i tassi di conversione: Resto mira a portare la medesima innovazione anche al resto dell'industria.

La fase di prevendita di Resto ha avuto luogo dal 20 settembre al 9 ottobre; la sua ICO è iniziata il giorno successivo, il 10 ottobre, e terminerà in data 14 dicembre. La compagnia spera di lanciare una versione beta della propria piattaforma per ristoranti nel 2019, ed è certa che nei prossimi anni numerose imprese alimentari in tutto il mondo inizieranno ad utilizzare il suo token.

 

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