La Repubblica di Abcasia sta assistendo a un notevole incremento delle attività di mining, nonostante queste operazioni siano state rese illegali nel 2018. La dogana ha segnalato che, negli ultimi sei mesi, hardware per il mining dal valore di oltre 589.000$ ha oltrepassato il confine.

Secondo il portale d'informazione Nuzhnaya Gazeta, l'importazione di dispositivi per il mining rimane legale: gli acquirenti sono tenuti a pagare una tassa pari all'1% del valore dell'hardware e un'IVA del 10%.

Grazie a queste tasse, pare che da inizio anno a oggi la piccola nazione indipendente abbia guadagnato oltre 84.100$.

Identificare e arrestare i miner di criptovalute

Guram Inapshba, a capo del Comitato Nazionale per la Dogana, ha dichiarato che lo Stato consente l'importazione di hardware per il mining in modo da poter più facilmente identificare e arrestare i miner di criptovalute. Inapshba sottolinea che "svariate dozzine di cittadini" hanno importato tali dispositivi.

Nel dicembre del 2018 il governo ha deciso di rendere queste attività illegali, citando come motivazione la scarsa capacità del sistema elettrico del Paese.

Recentemente la Guardia Nacional Bolivariana di Puerto Ordaz, in Venezuela, ha confiscato 315 macchine per il mining di Bitcoin (BTC) prodotte da Bitmain. Le autorità hanno affermato che i gestori dell'operazione non possedevano le licenze necessarie per il possesso e l'utilizzo dei dispositivi.

La scorsa settimana, il Venezuela ha reso illegale il mining di criptovalute nei quartieri di proprietà statale facenti parte del progetto abitativo "Gran Misión Vivienda":

"Tramite un lavoro coordinato, abbiamo potuto appurare gli effetti negativi di questa enorme domanda di energia nelle strutture abitative pubbliche del progetto Gran Misión Vivienda."

Gran Misión Vivienda è un piano di sviluppo urbano del governo venezuelano per garantire case a basso costo alle fasce più deboli della popolazione.