C'è sempre un prima e un dopo: Micheal Jordan, Albert Einstein, Breton Woods, persone e momenti che hanno cambiato la storia.
Agosto 2020: è stato questo lo snodo cruciale per il mondo delle criptovalute. Un mese che per alcuni ha significato guadagni a tripla cifra percentuale, ma per tutti ha rappresentato la prova definitiva che la blockchain non è una moda, ma una tecnologia che è qua per restare e cambiare il mondo della finanza.
All'epoca il mercato fu d'improvviso pervaso da un'ondata d'euforia senza precedenti, qualsiasi nuovo asset schizzava immediatamente alle stelle.
Era la DeFi Summer, così rinominata perché quella che a lungo era stata solo una promessa stava finalmente diventando realtà: i servizi finanziari erano atterrati nel mondo delle criptovalute. Intendiamoci, gli strumenti disponibili all'epoca erano ancora primordiali, ma per la prima volta il modello "compra, dimentica e spera che il prezzo cresca" lasciava spazio a qualcosa di nuovo e più vicino alle dinamiche della finanza tradizionale.
La DeFi, infatti, introduce la possibilità di mettere a rendita le proprie crypto, e di farle "lavorare" come fossimo una banca.
Devi sapere che la finanza tradizionale muove quadrilioni di dollari ogni anno, numeri così grandi che si fatica a contarne gli zeri, e ad ogni passaggio una piccola fetta finisce nelle tasche di un manipolo di istituzioni e aziende qualificate... o, se preferisci, "privilegiate." L’obiettivo delle DeFi è cambiare questo paradigma rendendo la finanza uno spazio accessibile in cui ciascuno nel proprio piccolo può fare sua una parte di questa grande torta.
Ci sono tanti modi per farlo, e nelle prossime settimane li approfondiremo tutti; oggi però voglio introdurti quello che in gergo tecnico viene definito "liquidity mining," letteralmente "minare liquidità."
Bisogna comprendere che la liquidità è uno dei pilastri fondamentali di qualsiasi strumento finanziario, se non la "conditio sine qua non" alla base di qualsiasi transazione. Che tu voglia vendere un immobile, dell'oro, o delle azioni ciò che ti serve è qualcuno pronto a offrirti del denaro contate: quanto più un asset è facilmente vendibile, tanto più viene definito liquido. La liquidità è quindi quella caratteristica che ci permette di passare da un asset all’altro nel minor tempo e al minor costo possibile.
Il problema è che se nei mercati tradizionali la liquidità è prodotta dagli operatori finanziari che mettono in contatto domanda e offerta. Come fare in un mondo decentralizzato in cui non ci sono intermediari?
Per questo nasce il liquidity mining, che attrae liquidità promettendo in cambio rendite passive – spesso anche molto generose – ottenute grazie alla redistribuzione delle commissioni raccolte e all'introduzione di ulteriori incentivi. I programmi di remunerazione ad hoc sono, infatti, una prassi piuttosto comune tra le applicazioni DeFi: da un lato servono a rendere i rendimenti più allettanti e dall'altro a creare un incentivo abbastanza grande da compensare i rischi.
Bisogna sempre ricordarsi che incorrere in perdite, a volte anche ingenti, è un'eventualità possibile; parliamo di un mondo ancora molto giovane, seppure in velocissima evoluzione. Per questo motivo prima di mettersi a caccia di rendite passive nella DeFi è sempre bene avere una precisa strategia, e la consapevolezza di cosa si sta facendo.
Per oggi ci fermiamo qui, non vogliamo annoiarti né subissarti di informazioni: ci sarà modo di entrare nei dettagli in futuro. L'informazione chiave che bisogna trarre da questo articolo è che la DeFi ha introdotto la finanza nel mondo del criptovalute, offrendoci la possibilità di generare rendite passive, e fornire liquidità è il metodo più popolare per farlo. Da quella fatidica estate sono passati oltre due anni, e la tecnologia non ha mai smesso di crescere, ma non va dimenticato che siamo ancora in una fase sperimentale, non esente da rischi e che necessita delle giuste cautele.