Secondo il comunicato stampa pubblicato il 28 febbraio, la banca olandese Rabobank, che gestisce ben 681 miliardi di euro, pari a circa 838 miliardi di dollari, starebbe esaminando le opzioni per lo sviluppo di un wallet di criptovalute all'interno del proprio ambiente bancario online.
L'idea di un portafoglio digitale per il progetto "Rabobit" è nata durante il programma "Moonshot", che incoraggia gli impiegati di Rabobank a proporre idee innovative che possano essere ulteriormente sviluppate dalla banca.
Sebbene le idee del progetto che verranno effettivamente implementate saranno annunciate a metà giugno, Rabobank ha già lanciato un sito web per promuovere il suo potenziale servizio basato su Blockchain e valutare l'interesse del pubblico nei suoi confronti.
Secondo il sito, Rabobit offrirebbe al cliente l'accesso a tutti i suoi fondi "attraverso un solo conto bancario" e permetterebbe di "inviare e ricevere fondi, incluse criptovalute, tramite un unico ambiente".
Rabobank, che può vantare circa 8,7 milioni di clienti in tutto il mondo, non ha sempre dimostrato una simile apertura mentale in materia di valute digitali. Il mese scorso, secondo il sito di notizie NL Times, un rappresentante anonimo dell'istituto finanziario ha dichiarato di considerare Bitcoin un prodotto "rischioso".
Il rappresentante della banca ha affermato che "la proprietà e il trasferimento di criptovalute sono completamente anonimi e sfuggono alla supervisione di terze parti, ad esempio di un governo, il che significa che le criptovalute non soddisfano gli alti standard di conformità stabiliti da Rabobank".
A novembre del 2017, anche la banca sudcoreana Shinhan Bank ha annunciato lo sviluppo di un proprio wallet. Tuttavia, i disaccordi tra le autorità del paese su come regolamentare le criptovalute hanno spinto Shinhan a sospendere il progetto.