Morgan Stanley prevede di lanciare un wallet per asset digitali nel 2026, proseguendo l’espansione della propria offerta di prodotti di investimento in criptovalute destinati alla clientela.
Secondo Barron’s, il wallet sarà progettato per supportare criptovalute e real-world assets (RWA) tokenizzati, tra cui azioni, obbligazioni e immobili, con l’obiettivo di includere progressivamente ulteriori tipologie di asset.
A settembre, la società ha inoltre annunciato che, a partire dal 2026, consentirà agli utenti della piattaforma di brokeraggio E*Trade, di cui è proprietaria, di negoziare criptovalute come Bitcoin (BTC), Solana (SOL) ed Ether (ETH).

Cointelegraph ha contattato Morgan Stanley per un commento, ma al momento della pubblicazione non aveva ricevuto alcuna risposta.
Questi annunci dimostrano che la tecnologia blockchain e le criptovalute stanno ottenendo un ampio consenso da parte delle istituzioni finanziarie consolidate nel mondo della finanza tradizionale.
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Morgan Stanley si spinge ulteriormente nella criptosfera
Morgan Stanley ha annunciato diversi sviluppi legati al settore crypto in vista del 2026, tra cui la presentazione di più richieste per crypto exchange-traded fund (ETF).
Martedì, la società ha depositato presso la Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti le domande per l’emissione di ETF spot su Bitcoin (BTC) e Solana (SOL). Si tratterebbe di fondi di investimento passivi, progettati per replicare il prezzo spot delle rispettive criptovalute tramite la detenzione diretta degli asset sottostanti.
Nella stessa giornata, Morgan Stanley ha inoltre presentato una richiesta per un ETF su Ether con staking, che prevederebbe la detenzione di ETH spot, destinando una quota non specificata degli asset allo staking, al fine di generare rendimenti aggiuntivi per il fondo.

Lo staking è il processo attraverso il quale i token vengono bloccati o messi in garanzia per contribuire alla sicurezza delle reti blockchain basate su proof-of-stake. Può essere svolto direttamente, operando come validatore che elabora le transazioni, oppure indirettamente, tramite la delega a staking services provider di terze parti.
Gli utenti che partecipano allo staking ricevono ricompense denominate nel token nativo della blockchain che stanno contribuendo a proteggere, e non in valute fiat o stablecoin.
Inizialmente, Morgan Stanley offriva prodotti di investimento in criptovalute esclusivamente a clienti facoltosi, con almeno 1,5 milioni di dollari in asset investibili. A ottobre, la banca ha però cambiato strategia, estendendo l’accesso ai prodotti crypto a tutta la clientela.
Nello stesso periodo, la società ha iniziato a raccomandare allocazioni crypto “conservative” nei portafogli. Gli analisti di Morgan Stanley hanno suggerito un’esposizione fino al 4% per i portafogli a maggiore rischio orientati alla crescita, e circa il 2% per quelli a rischio bilanciato.

