Valkyrie, crypto fund manager, ha presentato una nuova domanda per la quotazione di un exchange-traded fund (ETF) spot su Bitcoin negli Stati Uniti, includendo un "accordo di condivisione della sorveglianza" con Coinbase.

Secondo la documentazione depositata il 3 Luglio presso la Securities and Exchange Commission statunitense, il Nasdaq ha ripresentato una proposta di modifica delle regole per consentire la quotazione dell'ETF spot su Bitcoin (BTC) per il Valkyrie Bitcoin Fund. La documentazione includeva i dettagli di un accordo del 30 Giugno con Coinbase volto a concedere al Nasdaq "un accesso supplementare ai dati relativi ai trade spot su Bitcoin".

Anche Valkyrie ha ripresentato la sua 19b-4, come BlackRock menzionano l'accordo SSA specifico con Coinbase, anche se sembra più aggressivo (maggiore uso delle parole "eseguito" e "accordo"). Inoltre, come BlackRock, chiamano Coinbase il più grande exchange spot di bitcoin negli Stati Uniti h/t @NateGeraci pic.twitter.com/NDYKSzJeq9

— Eric Balchunas (@EricBalchunas) July 5, 2023

Il deposito fa seguito alle richieste analoghe presentate negli ultimi sette giorni da BlackRock e Fidelity, gestori patrimoniali, per includere informazioni sugli accordi di condivisione della sorveglianza. Il 30 Giugno, la SEC avrebbe dichiarato che le domande di ETF presentate con il Nasdaq e il Cboe non erano "sufficientemente chiare e complete", lasciando intendere che gli accordi di sorveglianza potrebbero giocare a favore dei richiedenti per l'approvazione regolamentare.

L'ultimo tentativo di Valkyrie per un ETF spot sul BTC risale a Giugno, ma le richieste dell'asset manager sono addirittura del 2021. La società ha lanciato con successo un ETF legato ai futures sul Bitcoin ad Ottobre 2021, ma la SEC non ha mai approvato alcun ETF spot legato alle crypto.

Negli ultimi anni, molte società hanno presentato la richiesta per uno strumento di investimento sulle criptovalute. In seguito al rifiuto da parte della SEC di approvare il suo ETF spot sul Bitcoin nel Giugno 2022, Grayscale Investments ha intentato una causa sostenendo che il regolatore non ha "applicato un trattamento coerente a strumenti di investimento simili".

Traduzione a cura di Matteo Carrone