Nuove controversie a Coinbase, il noto exchange con sede a San Francisco: secondo un report del giornalista del New York Times Nathaniel Popper, stando ai dati dei libri paga del 2018 l’azienda avrebbe retribuito i propri dipendenti neri circa il 7% in meno rispetto ai colleghi bianchi in posizioni simili: la media della differenza era di circa 11.500$. Se si tiene conto delle stock option dell'azienda, il divario tra la retribuzione dei dipendenti bianchi e quella dei dipendenti neri di Coinbase si è avvicinato all'11%. 

Il giornalista sostiene inoltre che vi sia una disparità retributiva in base al genere. Ad esempio, i manager maschi di primo livello di Coinbase guadagnano il 20% in più rispetto ai pari ruolo di sesso femminile. In media, nel 2018 le donne nell'azienda sono state pagate l'8% in meno, circa 13.000$, rispetto ai colleghi maschi. 

Popper ha scritto:

"Le disparità retributive di Coinbase sembrano essere molto maggiori di quelle dell'industria tecnologica nel suo complesso, e delle poche altre aziende tecnologiche che hanno dovuto pubblicare dei dati". 

Fonte: The New York Times

Il Chief People Officer di Coinbase, L. J. Brock, ha risposto rapidamente alle accuse. In una e-mail interna della società, pubblicata oggi sul blog di Coinbase, l'azienda afferma di aver svolto "un lavoro significativo per garantire che la filosofia del pay-for-performance [...] sia trasparente ed equa" sin dal 2018.

Ha affermato che "tutti i dipendenti idonei" hanno ricevuto almeno un aumento del 3% della retribuzione all'inizio del 2019 e che gli obiettivi retributivi dei dipendenti sono stati resi trasparenti nel corso dello stesso anno. L'e-mail segnala anche il numero di dipendenti dell'azienda crypto è cresciuto da 830 nel 2018 a più di 1.000 nel 2020. 

Sul blog aziendale si legge:

"Coinbase si impegna ad eliminare senza indugio il pregiudizio in tutti i processi interni. Riconosciamo anche che è una buona prassi controllare regolarmente il nostro lavoro e, sebbene l'equità retributiva sia fondamentale in ogni fase di sviluppo della società, crediamo di aver implementato un quadro di riferimento per garantire risultati equi". 

Non è la prima volta che l’exchange finisce sotto i riflettori per questioni riguardanti la gestione del proprio personale. Ad ottobre, il CEO Brian Armstrong aveva dichiarato che l'azienda avrebbe adottato una "cultura apolitica", offrendo una buonuscita a qualsiasi dipendente che non fosse d'accordo con questa svolta. Armstrong ha successivamente dichiarato che, in seguito a questo comunicato, 60 membri dello staff hanno deciso di lasciare l'azienda, circa il 5% della forza lavoro di Coinbase in quel momento.