Pascal Saint-Amans, direttore del Centro per la politica e l'amministrazione fiscale dell'OCSE, ha affermato che l'organizzazione introdurrà uno standard di reporting comune (CRS) per gli asset crypto nel 2021.
Secondo Law360, Amans ha dichiarato che il crypto tax standard "sarà più o meno equivalente al CRS" sviluppato dall'OCSE per combattere l'evasione fiscale.
Il direttore ha segnalato il desiderio da parte dei Paesi membri dell’OCSE di introdurre a stretto giro norme più severe in ambito crypto:
"La scadenza da rispettare è probabilmente il 2021, perché ormai tutti i Paesi hanno espresso interesse."
I commenti di Amans arrivano pochi giorni dopo che la Commissione Europea ha avviato il processo di modifica ed ampliamento delle sue leggi sull'evasione fiscale relative agli asset crypto. La proposta è stata pubblicata il 23 novembre, e fino al 21 dicembre il pubblico può inviare dei feedback. L'introduzione delle nuove leggi è prevista per il terzo trimestre del 2021.
Nonostante le azioni intraprese dalla Comunità Europea, Amans si aspetta che l'OCSE stabilisca degli standard fiscali crypto prima dell'Europa, descrivendo la situazione come "un’opportunità per l'UE di allinearsi agli standard [dell'OCSE]".
Tuttavia, uno sviluppo simultaneo ma non coordinato potrebbe anche portare l'OCSE e l'Europa a redigere leggi che si contraddicono a vicenda, minacciando di creare notevoli problematiche normative per i membri europei dell'OCSE, come si è visto di recente in merito alla tassazione dei servizi digitali.
Amans ha tuttavia liquidato queste preoccupazioni affermando che qualsiasi proposta dell'OCSE sarebbe "complementare" alle normative dell'UE. Parlando a Law360, un portavoce della CE ha indicato che l'organismo sta lavorando "in parallelo" con l'OCSE per "evitare, per quanto possibile, sovrapposizioni o incoerenze. Allo stesso tempo, però, è necessario tenere conto della situazione specifica dell'UE e dei suoi Stati membri.”