Sono più di 200 le attività relative alle criptovalute investigate durante l'operazione "Cryptosweep"

La North American Securities Administrators Association (NASAA) ha annunciato oggi che la sua iniziativa "Operation Cryptosweep" ha portato ad oltre 200 indagini sulle Initial Coin Offering (ICO) e sui prodotti di investimento basati su criptovalute.

L'iniziativa è partita a maggio, con l'avvio di indagini su diversi programmi di investimento potenzialmente fraudolenti da parte dei regolatori statali e provinciali di Stati UnitiCanada. Secondo quanto riportato dai media, si tratterebbe dell'operazione coordinata tra funzionari statali e provinciali più grande di sempre.

Il presidente della NASAA e il direttore della Alabama Securities Commission Joseph P. Borg hanno affermato che nel corso delle loro indagini, le autorità di regolamentazione si sono imbattute in numerose attività correlate alle criptovalute che possono costituire una violazione delle leggi provinciali e statali sulle security. Tali violazioni includono la mancata registrazione di un prodotto prima di offrirlo agli investitori:

“Sebbene non tutti gli investimenti relativi a ICO o criptovalute siano una frode, è importante che gli individui e le aziende che vendono questi prodotti siano consapevoli delle leggi statali e provinciali vigenti, in particolare quelle sulle security. I promotori di questi prodotti dovrebbero chiedere il parere di un consulente legale esperto per assicurarsi che non si scontrino con la legge."

L'annuncio afferma che, al fine di fornire delle misure di protezione per gli investitori, qualsiasi progetto qualificato come security debba registrarsi presso le agenzie normative competenti, oppure richiedere un'esenzione dalla registrazione.

La NASAA osserva che a volte anche i prodotti registrati potrebbero essere fraudolenti, quindi gli investitori devono eseguire le proprie ricerche prima di investire in ICO o progetti legati alle criptovalute

Dal momento dell'avvio del progetto, gli investigatori hanno scoperto circa 30.000 nomi di domino relativi alle criptovalute, la maggior parte dei quali sono stati registrati l'anno scorso, quando il prezzo del Bitcoin (BTC) ha raggiunto il record di 20.000$.

Le presunte truffe utilizzavano indirizzi falsi, materiali di marketing appariscenti e garanzie di un tasso di interesse giornaliero fino al quattro percento, senza segnalare i potenziali rischi degli investimenti cripto.