Conferma di SlowMist: Tether non è responsabile della sua vulnerabilità double-spending

La società cinese di cybersecurity SlowMist ha confermato che la vulnerabilità double-spending (lett. doppia spesa) rilevata in Tether (USDT) non è inerente alla criptovaluta stessa.

Invece, come spiegato in un tweet del 28 giugno, sembra che il problema sia causato dai database di alcuni exchange di criptovalute che non verificano lo stato del parametro "valid" delle transazioni USDT in entrata. 

"Questa vulnerabilità non è da attribuire strettamente a Tether, ma ai database di alcuni exchange che non verificano correttamente lo status del parametro 'valid'.

Non c'è motivo di andare in panico."

L'importante exchange di criptovalute OKEx ha subito dichiarato che la sua piattaforma "non è aflitta dal problema."

SlowMist ha poi retwittato un post di Omni Core contenente ulteriori informazioni sul bug. Omni Core sostiene che la vulnerabilità non è da attribuire né a Tether né al protocollo Omni Layer, ma bensì ad una "gestione delle transazioni in entrata piuttosto carente".

Omni Layer, creato nel 2012 con il nome di Mastercoin, è un protocollo basato sulla blockchain di bitcoin (BTC). Tether, noto in passato come "Realcoin", è uno stablecoin ancorato al valore del dollaro statunitense annunciato nel luglio del 2014 ed emesso sulla blockchain di bitcoin tramite il protocollo Omni Layer. 

Il 25 giugno, Tether ha emesso 250 mln di nuovi token, scatenando le critiche della comunità di Twitter e riaccendendo i dubbi sulle reali riserve di dollari dell'azienda.