Pare che Ripple (XRP) stia violando una delle regole di Coinbase, nonostante l'exchange abbia implementato la criptovaluta sulla propria piattaforma Pro.

Secondo la società di ricerca Diar, XRP non rispetta infatti i requisiti previsti da Coinbase per essere inseriti sulla piattaforma. In particolare, all'interno del proprio "Digital Asset Framework" Coinbase spiega che "il tasso di partecipazione in mano al team di sviluppo deve essere una quota di minoranza". Tuttavia, spiega Diar, Ripple possiede circa il 60% dell'offerta monetaria.

Coinbase Pro, il servizio per investitori professionisti gestito dall'exchange statunitense Coinbase, ha annunciato in data 25 febbraio il supporto per il token XRP. Il trading completo di XRP verrà reso disponibili per i clienti residenti nell'Unione Europea, nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Canada, in Australia e a Singapore. L'azienda pianifica inoltre di espandere questo servizio anche in altri paesi.

Il valore di XRP ha reagito positivamente alla notizia, ottenendo un considerevole slancio verso l'alto nonostante i ribassi registrati dal resto del mercato.

A gennaio, la società di analisi Messari ha svelato che la capitalizzazione di mercato del token XRP potrebbe essere sovrastimata di ben 6 miliardi di dollari. Secondo la ricerca infatti la quantità di token XRP in circolazione potrebbe essere inferiore di circa il 48%, ponendo l'effettiva capitalizzazione della moneta a 6,9 miliardi di dollari piuttosto che a 13 miliardi.

Al momento della stesura di questo articolo, XRP viene scambiato per 0,3192$, in rosso di un trascurabile 0,01% rispetto a ieri.