Sembra che alcuni miner di Ether (ETH) stiano riprogrammando i blocchi per trarre vantaggio dalle opportunità della DeFi in un esempio del fenomeno conosciuto come “Miner Extractable Value,” o MEV.

I ricercatori avevano previsto il Miner Extractable Value come un potenziale exploit pattern per la DeFi che sfrutta la speciale influenza dei miner sul protocollo. Dato che questi hanno campo libero sulle transazioni da includere e sull’ordine di inclusione, possono mettere in atto diverse tecniche di exploit relative alla finanza decentralizzata on-chain.

Il ricercatore anonimo Frank Topbottom ha evidenziato diversi episodi convincenti di MEV sulla blockchain, segnando probabilmente la prima volta che queste attività vengono rilevate dal pubblico.

Topbottom ha segnalato diversi casi di transazioni sospette minate da grandi pool come SparkPool e F2Pool. Spesso questi trasferimenti sono stati avviati da un piccolo gruppo di indirizzi e sono apparsi per primi nei blocchi nonostante avessero una commissione in gas inferiore rispetto alle altre transazioni aggiunte successivamente. Il comportamento non presenta una spiegazione logica immediata in attività “legittime” come le distribuzioni di ricompense ai miner. Lo scopo di queste transazioni resta poco chiaro.

Un caso più evidente di MEV può essere osservato in transazioni elaborate da alcune pool minori menzionate da Topbottom: 2Miners, Minerall Pool e EzilPool, che possiedono circa il 2% dell’hash rate totale.

Una delle transazioni in questione presenta diverse caratteristiche che puntano al fenomeno del MEV. Il primo indizio è la sua commissione, praticamente pari a zero. L’autore di questa transazione ha pagato solo due Wei, da non confondere con Gwei, equivalente a un miliardo di Wei. Wei è l’unità monetaria più piccola di Ether, equivalente a un miliardesimo di un miliardesimo di Ether.

Nell’attuale mercato delle commissioni di Ethereum due Gwei sarebbero già piuttosto sospetti, ma una transazione con due Wei di gas probabilmente non verrebbe mai confermata. Invece, è stata confermata in 17 secondi.

Il secondo indizio sta nel fatto che la transazione è un’operazione di arbitraggio che ha fruttato al mittente circa 70$ per un trasferimento da 2.800$. Un’operazione di questo tipo non potrebbe essere redditizia con le commissioni elevate del network, quindi i trader che sfruttano le opportunità di arbitraggio l’hanno semplicemente ignorata. Benché non sia chiara l’identità del responsabile di questa transazione, è virtualmente impossibile che sia stata effettuata senza l’aiuto dei miner.

Topbottom ha spiegato che in questo caso la transazione ha reso il mercato leggermente più efficiente bilanciando i prezzi quando nessun altro era in grado di farlo. Tuttavia, il potere dei miner può spingersi ben oltre.

Grazie alla loro capacità di modificare a piacimento l’ordine delle transazioni, i miner possono anticipare le mosse di ogni singolo non-miner. Di conseguenza, possono sorpassare chiunque per operazioni di arbitraggio, aste di liquidazioni e offerte di token, tra le altre circostanze.

Questo potere porta con sé dei benefici, ha aggiunto Topbottom. I miner potrebbero diventare i custodi più efficienti del settore, cosa che aiuterebbe a prevenire situazioni come le offerte di collaterale da 0$ di Maker durante il Black Thursday. Il rovescio della medaglia è che i miner potrebbero inviare le proprie offerte da 0$ e bloccare completamente i partecipanti legittimi dall’asta. Questa ipotesi è incredibilmente improbabile in quanto richiederebbe la complicità di tutti i miner per lunghi periodi di tempo, ma la possibilità teorica evidenzia il potere detenuto dai miner.

In uno scenario più realistico, i miner si contenderanno MEV di alto valore, cosa che incentiverebbe riorganizzazioni sulla blockchain per rubare il “malloppo” agli altri. Una situazione del genere risulterebbe estremamente destabilizzante per gli utenti ordinari, che vedrebbero le proprie transazioni cancellate dalla blockchain dopo la conferma.

Impedire ai miner di estrarre valore dalla DeFi è estremamente difficile, in quanto queste azioni non vanno contro le regole di consenso. Inoltre, occorre sottolineare che questo fenomeno non interessa solo i miner proof-of-work di Ethereum. Gli staker di Ethereum 2.0 avrebbero lo stesso potere, a condizione che l’architettura generale della blockchain rimanga la stessa. Anche gli operatori di alcune soluzioni layer-2 sarebbero in grado di anticipare le mosse dei propri utenti.

Una potenziale soluzione attualmente oggetto di studio è la vendita all’asta di MEV, che formalizzerebbe il comportamento “vendendo” il diritto di riordinare transazioni a piacimento.