La vicedirettrice della Reserve Bank of Australia non crede che il dollaro digitale sia realmente necessario

Michelle Bullock, vicedirettrice della Reserve Bank of Australia (RBA), non crede che la realizzazione di un dollaro digitale sia realmente necessaria. Durante la conferenza Sibos 2018 di Sydney, la donna ha infatti dichiarato di "essere interessata a comprendere quali problemi queste tecnologie mirano a risolvere, in molti casi semplicemente non capisco quale sia la loro reale utilità".

Tra i presunti vantaggi che le criptovalute potrebbero offrire alle istituzioni bancarie, Bullock ha citato la possibilità di aggirare il problema monetare del "lower bound", consentendo alla banca centrale di supportare tassi d'interesse negativi. Ha tuttavia spiegato che si tratta di "un'idea abbastanza differente e mai sperimentata nel mondo reale".

Prima che una banca possa ragionevolmente adottare una criptovaluta dovrebbe prima esistere un caso d'utilizzo comprovato per tale tecnologia. I sostenitori del dollaro digitale dovrebbero pertanto dimostrare in che modo i sistemi di pagamento correnti non possono offrire i medesimi benefici di un registro distribuito. Ha poi aggiunto:

"Non sono convinta che abbia degli utilizzi reali".

Per quanto riguarda invece l'incremento di efficienza associato alla distribuzione di una valuta nazionale di un registro distribuito, la vicedirettrice ha affermato che le criptovalute "rappresenterebbero certamente una semplificazione" dell'ecosistema. Ciononostante, anche in questo caso non è presente una reale necessità:

"Non è una vera esigenza, in quanto le inefficienze che vogliamo risolvere non risiedono nello scambio finale di denaro: a dire il vero quest'ultima parte è già estremamente efficiente e veloce".

A giugno, le banche centrali di Australia e Nuova Zelanda hanno negato di voler distribuire una criptovaluta nazionale, definendo il Bitcoin (BTC) "affascinante ma inefficiente".

Lo stesso mese Thomas Moser, direttore del consiglio d'amministrazione della Swiss National Bank (SNB), ha dichiarato che al momento le criptovalute sono "troppo primitive" per poter essere utilizzate come moneta nazionale. L'uomo ha poi comparato la tecnologia blockchain corrente alla "inutile innovazione" dei CD: la digitalizzazione della musica è divenuta popolare solo quando l'avvento dei servizi di streaming ha trasformato completamente l'industria.

"Qualcosa di simile sta accadendo con il Bitcoin. Le persone passeranno a qualcosa di nuovo solo se funzionerà meglio o sarà più economico".