La banca centrale indiana non è coinvolta in alcuna proposta di legge per la messa al bando delle criptovalute

La Reserve Bank of India (RBI) ha negato di essere al corrente di un presunto disegno di legge del governo che vieterebbe le criptovalute. Lo rivela un documento ufficiale pubblicato il 4 giugno.

Varun Sethi, avvocato specializzato in blockchain, ha presentato una richiesta di diritto all'Informazione all'RBI a seguito di un rapporto pubblicato dal sito di notizie indiano Economic Times, secondo cui diversi dipartimenti governativi avrebbero supportato una messa al bando totale di "vendita, acquisto ed emissione di tutti tipi di criptovalute".

Sebbene la RBI si sia rifiutata di rispondere ad alcune domande di Sethi, la banca ha confermato di non aver mai discusso con il governo del Paese in merito alla proposta di legge, e ha affermato di non aver ricevuto una copia del disegno.

Sethi ha chiesto se fosse possibile che un disegno di legge del genere potesse essere approvato senza il consenso della RBI, ma la banca non ha fornito una risposta.

La RBI ha svolto un ruolo centrale sia nella regolazione di criptovalute e blockchain, che nel fornire servizi di consulenza agli investitori.

Ad aprile, l'organizzazione ha svelato un sandbox normativo che consente di testare i prodotti basati su blockchain su un piccolo numero di consumatori, senza però includere criptovalute, exchange e initial coin offering.

L'India, seconda nazione al mondo in termini di popolazione, è stata lenta a prendere posizione sulla regolamentazione delle criptovalute, e l'incertezza normativa ha portato alla chiusura di numerosi exchange indiani.