Durante l'attuale bull run del mercato crypto, la Russia ha importato migliaia di dispositivi per il mining di criptovalute.

Un dirigente senior di BitRiver, il più grande provider di servizi di colocation per il crypto mining in Russia, ha annunciato che un cliente locale ha ricevuto oltre 20.000 dispositivi di mining, come riferito il 10 febbraio dall’agenzia di stampa russa Kommersant.

Igor Runets, fondatore e CEO di BitRiver, ha svelato che la potenza di mining totale degli hardware importati ammonta a 70 MWh: secondo le stime, sarebbe il più grande lotto singolo di hardware per il crypto mining in Russia. Runets ha affermato che i dispositivi sono stati consegnati a dicembre 2020 e immediatamente configurati per il mining di Bitcoin (BTC) a Bratsk, città russa con una delle più grandi centrali idroelettriche del paese.

Runets ha indicato che le mining rig sono state importate dall’Asia. Un portavoce di BitRiver ha spiegato a Cointelegraph che la compagnia non può rivelare il nome del cliente russo o l’esatto paese di provenienza dell’hardware, aggiungendo che la mining farm è stata creata in una delle sedi di BitRiver.

BitRiver non ha precisato l’esatto tipo di miner importati. Secondo Kommersant, il lotto è stato pagato tra 40 e 60 milioni di dollari.

Anche se a gennaio 2021 la Russia ha adottato la sua normativa crypto “On Digital Financial Assets”, rimane un certo livello di incertezza relativo al mining di criptovalute nel paese, in quanto la legge non offre un chiaro quadro normativo per il settore. A settembre 2020, le autorità locali hanno persino proposto di proibire ai crypto miner russi di ricevere pagamenti per le proprie attività.