La Russia sta valutando di vietare l'uso delle criptovalute come mezzo di pagamento

La Russia potrebbe presto vietare l'uso delle criptovalute come pagamento di beni e servizi.

Secondo diverse fonti citate in un rapporto pubblicato da Izvestia il 29 novembre, la banca centrale, il regolatore finanziario e il Ministero delle Finanze del Paese starebbero studiando le regole da applicare.

Misure ancora da confermare

Allo stato attuale, le criptovalute possono essere utilizzate per l'e-commerce e molti liberi professionisti russi, tra cui programmatori, designer e copywriter, accettano di ricevere i loro compensi in Bitcoin (BTC) o Ether (ETH), come dichiarato da Vladislav Antonov a Izvestia.

Antonov, analista presso l'Alpari Information and Analytical Center, ha osservato che, sebbene non siano ufficialmente legali, le criptovalute vengono spesso utilizzate per acquistare diversi beni e servizi, come biglietti, computer, elettrodomestici, appartamenti e hotel.

Secondo le fonti di Izvestia, i regolatori russi ritengono necessario un divieto per impedire che le criptovalute vengano utilizzate come pagamento soprattutto per problemi relativi alle attività illecite.

L'articolo riporta le parole di Alexey Yakovlev, vice capo del dipartimento di regolamentazione bancaria del Ministero delle finanze, che in una recente conferenza sulla criptoeconomia ha dichiarato: "Non vediamo alcun presupposto per l'utilizzo delle criptovalute mezzo di pagamento."

L'ufficio stampa della banca centrale non ha confermato ufficialmente l'esistenza di un disegno di legge formale, ma ha sottolineato che le criptovalute private non possono essere equiparate alle valute fiat e non possono essere considerate un modo legittimo per pagare per i propri acquisti:

"Se verrà presa la decisione di vietare le criptovalute come mezzo di pagamento a livello legislativo, riterremo appropriato sostenere questa posizione."

La legge promuoverà il "mercato grigio"

Il rapporto afferma che la comunità crypto russa si sta preparando ad un potenziale inasprimento delle restrizioni, con pene che secondo alcune voci arriverebbero fino ai 5-8 anni.

Poiché applicare normative simili rimane una sfida piuttosto complessa, alcuni rappresentanti del settore ritengono che il divieto sarà limitato ad una serie di "casi dimostrativi" per dissuadere il pubblico dall'infrangere la legge.

Antonina Levashenko, direttrice del Centro Russia-OCSE di RANEPA, ritiene che il disegno di legge possa favorire lo sviluppo di un mercato grigio, al di fuori della supervisione dei regolatori.

Come riportato di recente da Cointelegraph, la Russia starebbe tentando di istituire degli statuti legali, che diventeranno legge entro il 2021, che consentiranno al governo di confiscare gli asset digitali.