Scondo l'agenzia di notizie Interfax, in vista della prossima lettura nella Duma di Stato, i deputati russi hanno rimosso la definizione di "mining di criptovalute" dalla bozza di un decreto legge sulle valute digitali. Di conseguenza, la nuova legge non farà luce sui problemi fiscali dei miner.
Il presidente della Commissione per i Mercati Finanziari della Duma Anatoly Aksakov ha spiegato la ragione alla base della decisione:
"In precedenza avevamo qualche idea sui bitcoin, sulla loro integrazione nel nostro sistema economico. Ma abbiamo deciso che non abbiamo bisogno di questi ambigui bitcoin, quindi non ci serve nemmeno il mining".
Se la legge dovesse definire la pratica del mining, bisognerebbe definire necessariamente anche le criptovalute, ha dichiarato Aksakov a Interfax. Ha inoltre aggiunto che sarebbe "insensato" includere il mining nel regolamento proposto dal governo. Secondo Aksakov, tale attività andrebbe regolata solo se ritenuto estremamente necessario.
Non è molto chiaro se le definizioni di token e Initial Coin Offering (ICO) e le regolamentazioni per gli exchange di criptovalute (che sono stati inclusi nella bozza iniziale) sono ancora presenti nella versione attuale.
Il disegno di legge "On Digital Financial Assets" è stato introdotto dal ministero delle finanze russo a gennaio. A marzo, un gruppo di deputati guidato da Aksakov ha proposto una versione modificata che stabiliva le misure Know Your Customer (KYC) per la verifica dell'identità del cliente negli exchange di criptovalute, prendendo spunto dai requisiti richiesti negli Stati Uniti. Una bozza del disegno di legge è stata approvata dalla Duma di Stato nella prima lettura a maggio.
Tuttavia, prima della seconda udienza prevista per la sessione autunnale della Duma, la definizione di "criptovaluta" fu rimossa dal disegno di legge. La pratica del mining è stata quindi ridefinita come "rilascio di token per attirare investimenti".
A settembre, un gruppo di pressione dell'Unione russa degli industriali e degli imprenditori (RSPP) ha iniziato a lavorare ad una proposta di legge alternativa. Secondo la vicepresidente della RSPP Elina Sidorenko, la nuova legge dividerà gli asset digitali in tre gruppi e aiuterà ad eliminare le contraddizioni nell'attuale disegno di legge che lei definisce "incompiuto e frammentato".
Il capo della banca centrale russa, Elvira Nabiullina, ha paragonato l'interesse per le criptovalute ad una "febbre" che ritiene sia "fortunatamente" in calo. Herman Gref, CEO della Sberbank, la più grande banca russa, ha previsto che i governi non abbandoneranno le monete centralizzate per i prossimi dieci anni.