Nel contesto di un mercato ribassista che dura da ormai due anni, i truffatori irlandesi preferiscono prendere di mira i clienti delle banche tradizionali anziché gli investitori in criptovalute.
La frequenza delle truffe legate alle crypto è spesso direttamente proporzionale al clamore e ai profitti che si registrano in un determinato periodo nell'ecosistema. Sembra che il mercato ribassista delle criptovalute in corso abbia contribuito a sradicare almeno parte degli operatori malevoli, mentre sarebbero rimasti gli investitori seri che puntano su una accurata due diligence.
La conseguente difficoltà nel prendere di mira gli investitori in criptovalute ha portato i truffatori irlandesi a concentrarsi sui clienti delle banche. Secondo l'Irish Independent, nel 2023 gli irlandesi hanno perso quasi 20 milioni di euro a causa di truffatori che si spacciavano per funzionari bancari. Una fonte ha rivelato:

"Negli ultimi mesi, è diventato sempre più comune che le vittime siano state contattate spesso per telefono o via e-mail da truffatori che dicono di lavorare per banche o società commerciali britanniche legittime e di alto profilo".

I truffatori che si fingono banche tradizionali approcciano gli incauti clienti attraverso telefonate e messaggi di posta elettronica. La polizia irlandese sta attualmente indagando su numerose frodi di natura simile ed è riuscita a recuperare 2 milioni di euro da uno dei truffatori.
Da gennaio 2023, le autorità irlandesi hanno recuperato circa 4 milioni di euro dei 20 milioni di euro persi a causa di truffe bancarie. Gli investigatori hanno confermato all'Irish Independent che le truffe di criptovalute non costituiscono più la forma dominante di truffa per investimenti, nonostante  al loro apice abbiano rappresentato il 95% delle truffe.
Invece di architettare complesse truffe in criptovaluta, i truffatori simulano siti web e brochure bancarie per convincere le vittime a mettere mano ai loro risparmi. Gli investigatori hanno identificato oltre 20 conti bancari nel Regno Unito utilizzati dai truffatori, ma non sono riusciti a smantellare l'operazione.
La Banca d'Irlanda ha avvertito i clienti di diffidare dei dipendenti delle banche che li spingono ad agire rapidamente e senza riflettere, una tecnica comunemente usata dai truffatori per ingannare gli investitori.
Mentre l'Irlanda indaga sull'aumento delle truffe ai danni dei clienti bancari, una banca australiana ha recentemente affermato che il 40% delle truffe riguarda le criptovalute.
Durante un panel alla Australian Blockchain Week del 26 giugno, Sophie Gilder, amministratore delegato di blockchain e asset digitali presso la Commonwealth Bank, ha dichiarato:

"Uno su tre dei dollari che vengono sottratti agli australiani riguarda le criptovalute: uno su tre. Quindi è la singola leva più grande che abbiamo per ridurre questo impatto sui nostri clienti".

Nigel Dobson, banking services portfolio lead di ANZ, ha fatto riferimento ai dati dell'Australian Financial Crimes Exchange che suggeriscono che la cifra potrebbe essere ancora più alta, pari al 40%.

Traduzione a cura di Walter Rizzo