Procuratrice federale dell'inchiesta Silk Road: la tecnologia Blockchain ha giocato un ruolo fondamentale durante le indagini

Durante un'intervista a Quartz, l'ex procuratrice federale Kathryn Haun ha parlato della natura non criminale di Bitcoin e di come la tecnologia Blockchain viene utilizzata durante le indagini penali.

Haun, che ha lavorato su noti casi come quello degli agenti federali statunitensi accusati di frode ed estorsione durante l'indagine Silk Road, ha sostenuto che Bitcoin non è di per sé uno strumento criminale. Haun attualmente insegna cibercrimine presso la Stanford University e fa parte del consiglio di amministrazione di Coinbase.

Durante la sua permanenza al governo, Haun ha guidato una task force che si occupava di reati commessi tramite criptovaluta:

"La task force che guidavo era focalizzata sui reati commessi con l'uso di criptovalute. Voglio sottolineare che le indagini avvenivano non perché venivano usate valute digitali, ma perché venivano commessi dei crimini".

Haun ha sottolineato che, durante un'udienza del Senato riguardo Bitcoin tenuta nel 2013, anche altri membri del governo erano della stessa opinione:

"[...] il Senato ha tenuto un'udienza, la prima a trattare l'argomento Bitcoin. Tre membri del governo hanno testimoniato. Tutti e tre hanno sottolineato il fatto che non c'è assolutamente nulla di illegale in bitcoin o nella tecnologia stessa."

Haun ha poi descritto come la tecnologia Blockchain la aiutò a condannare due agenti federali, Carl Force e Shaun Bridges, per aver rubato Bitcoin durante l'indagine Silk Road. Secondo Haun, durante le indagini, le istituzioni finanziarie tradizionali non hanno collaborato: "hanno impiegato un'eternità per rispondere, e in alcuni casi non lo hanno proprio fatto. Ironicamente, la maggior parte delle prove sono state fornite dalle piattaforme di criptovalute e dalla comunità cripto". 

Haun descrive come gli investigatori governativi (Internal Revenue Service, FBI, Homeland Security Investigations) si siano serviti del sito blockchain.info per cercare prove:

"Una cosa che forse non si sa è che uno di quegli agenti [che è stato condannato] era il responsabile per le valute digitali dei Servizi Segreti. Eravamo davvero preoccupati che usando mezzi investigativi tradizionali potesse venir a conoscenza dell'indagine. Avere questi strumenti pubblici è stato molto utile. "

A novembre, il direttore tecnico del Ministero della Giustizia inglese ha parlato di come la tecnologia Blockchain possa essere utilizzata per registrare prove digitali durante le indagini, in particolare nel caso delle riprese effettuate da videocamere indossate dagli agenti di polizia.