La Singapore Gulf Bank, una banca digitale orientata alle criptovalute, starebbe puntando all'ottenimento di 50 milioni di dollari da destinare all'acquisizione di una società di pagamenti in stablecoin nel 2025.
In data odierna Bloomberg ha riferito di come la Singapore Gulf Bank sia disposta a vendere il 10% del proprio patrimonio netto entro l'inizio del 2025 per reperire fondi per un'acquisizione, citando persone anonime con conoscenza diretta della questione. 
La banca è gestita dal gruppo Whampoa, un family office con sede a Singapore, che ha recentemente ottenuto l'approvazione della licenza operativa in Bahrein.
Rivolgendosi a Cointelegraph, un portavoce della Singapore Gulf Bank ha negato di aver commentato l'indiscrezione, affermando che la società applica la “politica di non discutere le iniziative strategiche in corso”.

Cessione di partecipazioni azionarie per ampliamento dell'attività

Secondo fonti anonime, la Singapore Gulf Bank sarebbe in trattativa con un fondo sovrano del Medio Oriente ed altri investitori per la vendita della quota azionaria.
I fondi verrebbero utilizzati per velocizzare lo sviluppo dei prodotti, il potenziamento della rete di pagamenti della banca e l'acquisizione di talenti. Secondo il rapporto, la banca intende anche acquistare un'azienda di pagamenti in stablecoin in Medio Oriente o in Europa entro il primo trimestre del 2025.
Attualmente, gli investitori di Bahrain, Dubai e Abu Dhabi risultano essere i più attivi nell'ecosistema Web3 in Medio Oriente.
Un rapporto di Chainalysis di settembre evidenzia che la regione del Medio Oriente e del Nord Africa (MENA) rappresenta il 7,5% di tutte le transazioni in criptovalute a livello globale.

Ripartizione del valore ricevuto nell'area del Medio Oriente e del Nord Africa per dimensione delle transazioni. Fonte: Chainalysis

Contributo del Medio Oriente all'adozione globale delle crypto

Secondo il rapporto, circa il 93% delle transazioni ha comportato un importo pari o superiore a 10.000 dollari, superando i piccoli investitori retail, che rappresentano l'1,8% di tutto il volume delle transazioni nella regione.
Il traffico on-chain in questa regione è stato condotto principalmente attraverso exchange centralizzati. Tuttavia, il rapporto rileva anche un “forte interesse” da parte degli Emirati Arabi Uniti e dell'Arabia Saudita per le piattaforme decentralizzate.

Crescita annuale del valore ricevuto dagli EAU per classe di investitori. Fonte: Chainalysis

Recentemente, la Banca Centrale degli Emirati Arabi Uniti ha approvato un prodotto assicurativo di custodia volto a tutelare le istituzioni finanziarie ed i loro clienti dalle perdite derivanti da hacking, frodi interne e danni all'infrastruttura di archiviazione.

Traduzione a cura di Walter Rizzo