S&P Global Ratings: le criptovalute necessitano di 'alcune regole' per ottenere 'successo in futuro'

Lunedì 19 febbraio, la S&P Global Ratings ha rilasciato un documento intitolato "The Future Of Banking: Cryptocurrencies Will Need Some Rules To Change The Game", che espone nel dettaglio alcuni possibili esiti per i mercati finanziari globali in relazione al comportamento dell'industria delle criptovalute.

Stando a quanto riportato da CNBC, nonostante il crollo d'inizio febbraio che ha coinvolto sia i mercati tradizionali che quelli di criptovalute sembrasse mostrare una sorta di sincronia tra i due settori, Mohamed Damak, Direttore dei Servizi Finanziari alla S&P Global Ratings, non pensa che si tratti di una correlazione significativa:

"Per il momento, un calo significativo nel mercato delle criptovalute non sarebbe che una goccia nel mare dell'industria dei servizi finanziari, ancora troppo piccola per turbare la stabilità o influenzare la capacità di credito delle banche da noi quotate."

Secondo il documento rilasciato dalla S&P, sarebbero i piccoli investitori, e non le banche, coloro maggiormente colpiti da un potenziale crollo delle criptovalute:

"Le banche quotate rimarrebbero perlopiù inalterate, in quanto la loro esposizione diretta o indiretta alle criptovalute sembra essere limitata al momento."

Damak ha anche sottolineato l'importanza di regolamentazioni nell'industria delle criptovalute in futuro:

"Crediamo che il futuro successo delle criptovalute dipenderà prevalentemente dall'approccio coordinato di enti normativi globali e responsabili politici, per regolamentare il mercato ed aumentare la sicurezza dei partecipanti in questi strumenti."

Nel documento si discute inoltre di tecnologia Blockchain, e della "perturbazione positiva" che potrebbe portare nei mercati finanziari globali.

Grosse compagnie in tutto il globo hanno già iniziato a sperimentare con la Blockchain: l'azienda di PC Lenovo ha recentemente registrato un brevetto per un sistema di verifica dei documenti basato sulla Blockchain, mentre il primo importante scambio agricolo effettuato sfruttando questa tecnologia è stato completato a gennaio di quest'anno, quando un carico di semi di soia è stato inviato dalle Americhe alla Cina.