Pare che Stellar, piattaforma open-source per pagamenti distribuiti, sia divenuta la prima moneta digitale ad aver ottenuto la certificazione di conformità con la Sharia. La notizia è stata rivelata in data 17 luglio sul portale in rete dedicato alla criptovaluta.
Lo Shariyah Review Bureau, agenzia internazionale di consulenza autorizzata dalla Banca Centrale di Bahrain, ha esaminato le capacità e le applicazioni di Stellar, rilasciando una serie di linee guida per l'utilizzo della tecnologia all'interno delle istituzioni finanziarie islamiche.
Con questa certificazione, Stellar potrà ora espandere il proprio ecosistema in regioni nelle quali è richiesta la totale conformità con le norme islamiche per poter operare nel settore finanziario. Tuttavia, nonostante all'interno dell'annuncio ufficiale Stellar sia stata definita la "prima" criptovaluta approvata dalla Sharia, è in realtà a NOORCOIN che spetta questo primato: la moneta ha ottenuto una certificazione dalla World Sharia Advisory Committee a marzo di quest'anno.
Ad aprile, grazie ad uno studio pubblicato dalla start-up Blossom Finance, anche il Bitcoin (BTC) è stato riconosciuto come "generalmente consentito" secondo la legge islamica. Muhammad Abu Bakar, l'autore della ricerca, conclude tuttavia il proprio resoconto con un avvertimento: nonostante le monete digitali siano nella maggior parte dei casi permesse, i trader non dovrebbero acquistarle a scopo di investimento.
Lo scorso mese IncuBlock, un laboratorio blockchain con sede in Corea del Sud, ha firmato un protocollo d'intesa con la commissione consultiva della Malesia, allo scopo di sviluppare una blockchain permessa dalla Sharia. I partecipanti al progetto si occuperanno di realizzare una piattaforma decentralizzata che soddisfi i "requisiti sociali" della legge islamica.