Stellar pianifica di rimuovere il meccanismo d'inflazione: non ha prodotto gli effetti sperati

Stellar (XLM) pianifica di rimuovere, tramite futuri aggiornamenti, il meccanismo d'inflazione dal proprio protocollo.

Stando a quanto recentemente riportato sul blog ufficiale della Stellar Development Foundation (SDF), gli sviluppatori vorrebbero azzerare il tasso d'inflazione della criptovaluta, in quanto a loro parere non offre quasi alcun vantaggio per i partecipanti al network.

Gli utenti voteranno sulla rimozione dell'inflazione

Già a partire dalla prossima versione del protocollo, la dodicesima, il meccanismo d'inflazione potrebbe essere rimosso. Saranno gli utenti stessi del network, tramite una votazione, a prendere questa importante decisione:

"Dopo aver ascoltato le opinioni di tutti, e ponderato su vantaggi e svantaggi, ecco cosa la SDF chiede ai validatori di prendere in considerazione: riteniamo che sia una buona idea disabilitare l'attuale meccanismo d'inflazione. Abbiamo già implementato questa modifica nella versione 12 di Stellar, e incoraggiamo i validatori a votare per accettarla."

I validatori del network avranno tempo fino al 28 ottobre per installare la nuova versione di Stellar: a quel punto gli sviluppatori analizzeranno i risultati.

L'idea non ha prodotto gli effetti desiderati

In origine, lo scopo del meccanismo d'inflazione era quello di consentire ai progetti di ottenere un maggior numero di fondi tramite i pagamenti da parte della comunità. Tuttavia, questa idea non ha mai prodotto gli effetti sperati:

"Cinque anni e svariati milioni di account dopo, è chiaro che l'inflazione non ha adempito al proprio scopo. Piuttosto che inviare l'inflazione ai progetti che costruiscono su Stellar, gli utenti si uniscono a delle pool per rivendicare questa inflazione per sé stessi."

Attualmente il valore di Stellar, la decima criptovaluta più importante per capitalizzazione di mercato, è di circa 0,0606$, in positivo del 3,24% rispetto alla giornata di ieri. Ciononostante, i movimenti settimanali rimangono negativi del 5,40%.