Sondaggio: le donne millennial che hanno intenzione di investire in criptovalute sono circa la metà degli uomini

Un nuovo studio della compagnia Crypto Finance Circle pubblicato il 12 settembre mostra che, tra i millennial, le donne che investono in criptovaluta sono circa la metà degli uomini.

Il sondaggio ha raccolto le risposte di oltre 3.000 millennial, Gen Xers e Baby Boomers negli Stati Uniti, su questioni come investimenti, valutazione dei rischi associati e approccio verso asset class emergenti come le criptovalute.

Secondo il sondaggio, il 25% dei millennial ha dichiarato di essere interessato ad acquistare valute digitali nei prossimi 12 mesi, valore superiore di circa 10 punti percentuali rispetto alle altre generazioni. In termini di genere, il 17% dei maschi nelle tre generazioni ha in programma di acquistare criptovalute, mentre per le donne tale valore scende all'8%.

Il sondaggio ha rilevato che il 71% dei millennial ha investito meno di 1.000$ in valute digitali, di cui il 42% ha investito una cifra inferiore ai 500$ e il 29% ta i 500 e i 1000$. Il restante 29% ha invece superato tale soglia.

Per quanto riguarda i rischi associati agli investimenti in criptovaluta, gli investitori più giovani e gli uomini nelle tre generazioni si sono rivelati più audaci, mentre i Baby Boomers tendono ad essere più cauti. Il 42% degli uomini millennial si definisce investitore "aggressivo", rispetto al 27% delle donne, mentre per i Gen Xers si passa rispettivamente al 34 e 19 percento.

Anche se le donne sono ancora poco rappresentate nel settore cripto, quest'estate le ricerche di mercato del London Block Exchange hanno rilevato che la quantità di donne che ha preso in considerazione l'idea di investire in criptovaluta era raddoppiata dall'inizio dell'anno. Il sondaggio ha anche rilevato che le donne hanno il 50% in meno di probabilità di soffrire di "FOMO" (paura di perdere), e si avvicinano agli investimenti in modo più strategico.

Il 34% degli intervistati non crede che le criptovalute si diffonderanno, mentre il 44% dei millennial crede in una futura adozione più ampia.