Inizio di settimana rialzista per Bitcoin (BTC), dopo la recente contrazione che ha fatto scivolare il prezzo della criptovalute 11.600$.

Cointelegraph ha analizzato cinque fattori che potrebbero influenzare le prestazioni del prezzo nei prossimi giorni, a fronte anche dello scarso impatto delle mosse della Fed e dei settlement dei future avvenuti la scorsa settimana.

Il mercato azionario non accenna a fermarsi

Sull’onda del misterioso trend rialzista del periodo post-coronavirus, il mercato azionario continua a crescere. Nonostante le difficoltà che molti stanno affrontando dopo il lockdown e vari mesi di difficoltà economiche, i titoli azionari a grande capitalizzazione non mostrano alcun segno di cedimento.

Il Dow Jones si è avventurato in territorio ampiamente positivo prima di un leggero calo verso la chiusura delle contrattazioni, e alla fine registra una crescita dello 0,5%. Negli Stati Uniti, i future dello S&P500 segnalano un apprezzamento dello 0,3%.

Nondimeno, le tensioni geopolitiche internazionali continuano a crescere, in particolare tra Stati Uniti e Cina, in merito a vari dossier: fra questi anche la vendita della piattaforma social TikTok imposta da Washington.

In un’intervista con Bloomberg, comunque, un analista sembrava riecheggiare le parole di un investitore in Bitcoin nel descrivere i recenti movimenti delle azioni. Randy Frederick, vicepresidente del trading e dei derivati presso la multinazionale americana dei servizi finanziari Charles Schwab, ha dichiarato alla nota testata economica:

“Non vedo motivazioni tali da far cambiare idea alla gente e quindi smettere di comprare. Se continuiamo a comprare e ci sarà qualche altro crollo, il che è probabile, la gente non smetterà di comprare queste azioni.”

Bitcoin vs. S&P 500, grafico a tre mesi

Bitcoin vs. S&P 500, grafico a tre mesi. Fonte: Skew

Il dollaro rimbalza dopo un nuovo crollo

Dopo il discorso della Fed di giovedì scorso, la maggior parte degli asset macro hanno subito perdite. Al contrario il Bitcoin ha avuto un notevole apprezzamento, con una crescita del 4,2% nella coppia con il dollaro.

Lo stesso vale per il bene rifugio per eccellenza, l’oro, in ripresa durante il weekend. Stranamente anche l’indice del dollaro americano, il DXY, che era crollato dopo giovedì ai minimi degli ultimi due anni, segnala un incremento positivo. Gli analisti, comunque, continuano a monitorare la correlazione inversa tra i due asset.

Al momento della stesura del presente articolo, Bitcoin si trova a circa 11.760$. Nonostante il breve rialzo avvenuto dopo il discorso della Fed, gli analisti di Bitcoin sembrano ancora convinti che le politiche di lungo periodo implementate delle autorità porteranno ad un incremento dell’interesse verso soluzioni che mitighino i rischi legati al dollaro.

Mike Novogratz, CEO di Galaxy Digital, ha a tal proposito scritto su Twitter:

 “Il discorso di Powell riguarda l’occupazione quanto l’inflazione. La Fed desidererebbe la piena occupazione e sta cercando di analizzare il problema da molteplici punti di vista.

L’inflazione verrà tollerata per raggiungere questi obiettivi. Sono rialzista sull’oro e su BTC.”

Qualora la correlazione inversa tra DXY e Bitcoin dovesse proseguire, nel prossimo futuro è probabile un ulteriore aumento di valore della criptovaluta.

Peter Schiff, noto sostenitore dell'oro, ha commentato:

“Il dollaro potrebbe crollare ben oltre le aspettative di quasi tutti.”

Questa dichiarazione di Schiff commentava un articolo di Bloomberg in cui anche la società d’investimento Pimco presagiva un’ulteriore perdita di valore del dollaro.

Grafico ad un mese dell’indice del dollaro americano

Grafico ad un mese dell’indice del dollaro americano. Fonte: TradingView

Il gap dei future ancora inesplorato

I future di Bitcoin su CME Group presentano ancora un gap fra l'apertura di oggi e la chiusura della scorsa settimana: sebbene di dimensioni modeste, è presente un divario fra 11.654$ ed i 11.735$.

Più in basso, attorno ai 9.700$, è presente un altro gap che potrebbe causare ben più interesse. Secondo molti, quel prezzo rappresenterà un target a breve periodo per la coppia BTC/USD.

Come riportato da Cointelegraph, gli “spazi vuoti” dei future storicamente sono stati indicatori affidabili delle traiettorie del mercato, ma il tempo necessario a “colmare” quei vuoti varia significativamente.

Il grafico dei future Bitcoin CME che mostra un gap a 9.700$

Il grafico dei future Bitcoin CME che mostra un gap a 9.700$. Fonte: TradingView

L’hash rate verso i massimi storici

L’hash rate di BTC si dirige verso i massimi storici dopo una breve correzione: i dati mostrano che il valore medio a sette giorni è di nuovo superiore ai 125 EH/s.

L'hash rate rappresenta la potenza di calcolo che i miner dedicano per convalidare le transazioni sulla blockchain di Bitcoin. Questo dato è impossibile da misurare correttamente, ma ci permette di comprendere a grandi linee i trend dei miner.

125 EH/s non è molto lontano dai massimi storici dell’hash rate, registrati ad agosto: combinato con una difficoltà del network anch’essa ai massimi storici, è evidente che i miner rimangono su posizioni rialziste.

Grafico mensile dell’hash rate medio di Bitcoin a sette giorni

Grafico mensile dell’hash rate medio di Bitcoin a sette giorni. Fonte: Blockchain

Questa supposizione è suffragata anche da PlanB, creatore del modello predittivo del prezzo di Bitcoin detto "Stock-to-Flow", con un tweet della scorsa settimana.

In risposta al precedente tweet, Saifedean Ammous, autore di “The Bitcoin Standard”, ha scritto che persino degli eventi naturali catastrofici che distruggessero l’hardware da mining potrebbero non avere un grande impatto sul mercato:

 “Secondo me, la distruzione di alcuni miner renderebbe l’attività più profittevole per gli altri.

[Un evento simile] avrebbe un impatto sul prezzo nel senso che costringerebbe i miner a vendere più di quanto avrebbero fatto altrimenti, il che, immagino, non causerebbe un crollo drammatico.”

Gli investitori rimangono rialzisti

Mentre Bitcoin si avvicina ai 12.000$, gli investitori potrebbero tornare a livelli di “avidità estrema” dell’indice Crypto Fear & Greed, il che potrebbe segnalare una forte fase di vendite.

L’indice si trova molto vicino ai massimi storici questo mese, con un valore registrato lunedì ancora nel quadrante più alto della scala, a 75/100.

Grafico a tre mesi del Crypto Fear & Greed Index

Grafico a tre mesi del Crypto Fear & Greed Index. Fonte: Alternative.me

Quando la coppia BTC/USD raggiunse 12.500$, l’indice arrivò addirittura ad 84/100, il che, secondo i creatori del valore, significa che una correzione è molto probabile.

L’indice non è uscito dall’area “Greed” sin dalla fine di luglio.