Sebastien Borget, co-fondatore di The Sandbox, vuole difendere il metaverse dai giganti Big Tech che puntano a entrare nel mercato nascente.

In una recente intervista, Borget ha affermato di non essere particolarmente entusiasta dell’arrivo di Meta nel metaverse. Proseguendo, ha spiegato che le grandi compagnie tecnologiche potrebbero minacciare la decentralizzazione del metaverse in quanto il loro modello commerciale è opposto ai suoi principi di base.

Il co-fondatore di The Sandbox ha aggiunto che non è questione di concorrenza, quanto piuttosto di un futuro aperto e decentralizzato. I giganti tech hanno un monopolio sul Web 2.0, cosa che le tecnologie Web 3.0, come metaverse e crypto, stanno cercando di spezzare:

“Non crediamo che queste compagnie possano costruire qualcosa di davvero divertente su misura per gli utenti in quanto si sono concentrati sul loro modello commerciale di base e su modi per accontentare gli azionisti invece di soddisfare gli utenti che possiedono l’asset, che gestiscono la governance della loro stessa piattaforma.”

Facebook ha cambiato nome in Meta per evidenziare l’attenzione dedicata al mondo virtuale. Il colosso dei social media ha preso di mira il metaverse in realtà virtuale dopo il tentativo fallito di lanciare una stablecoin universale.

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I trascorsi di Facebook per quanto riguarda la cattiva gestione dei dati degli utenti sono risultati in diffidenza tra il pubblico, e il modello commerciale della compagnia preoccupa Borget.

Di recente, The Sandbox ha concluso un round di finanziamento da 93 milioni di dollari guidato dal colosso bancario giapponese SoftBank. Inoltre, ha lanciato il primo gioco metaverse in cui la gente può comprare terra virtuale, e ha già conquistato diverse prime pagine con una vendita di terreno virtuale da 4,3 milioni di dollari. I progetti metaverse combinano il meglio delle crypto e dell’ecosistema di gaming in realtà virtuale, motivo per cui sono tra i più ambiti nel settore.