Persino le banche centrali più ambiziose devono confrontarsi con i limiti tecnici.
Così la pensa Sky Guo, CEO di Cypherium, una piattaforma blockchain per le aziende che ha collaborato con diverse città cinesi e ha lavorato con le CBDC. Guo ha sottolineato che "le CBDC sono sicuramente un tema molto caldo ultimamente presso le banche centrali."
Ed in effetti quest’anno le notizie in merito alle CBDC si susseguono rapidamente, in gran parte a causa di un'impennata del valore delle stablecoin e di un improvviso interesse al miglioramento dei sistemi di pagamento, come conseguenza della pandemia di COVID-19.
Ma sebbene i dibattiti sulle CBDC coinvolgano un linguaggio preso in prestito dal mondo delle valute digitali, persino gli istituti che sono in una fase avanzata della ricerca esitano a confermare pubblicamente se faranno uso o meno di una blockchain. Comunque sia, secondo Guo l'interesse delle banche centrali è innegabile:
"La maggior parte delle banche centrali sta prendendo in considerazione le DLT o le blockchain, oppure l'utilizzo di alcuni elementi delle blockchain. Penso che le CBDC useranno sicuramente alcuni degli elementi costitutivi delle blockchain, implementando al contempo un controllo centralizzato".
Molti, compresi alcuni influenti dirigenti dell'intelligence degli Stati Uniti, sono particolarmente preoccupati per il potenziale ruolo di leadership della Cina nello sviluppo delle CBDC. Guo conviene con loro nel dire che "lo yuan cinese sta cercando di posizionarsi come valuta globale". Tuttavia è fiducioso nel fatta che alla fine la CBDC cinese risulterà troppo ingombrante per un sistema basato su registri distribuiti:
"La CBDC cinese è in realtà centralizzata, perché ha 1,4 miliardi di persone e un volume enorme. Nessun DLT potrebbe gestire quel numero di transazioni in questo momento."
Allo stesso modo, Guo ha sottolineato i limiti tecnici della tanto temuta sorveglianza operata dalla banca centrale cinese sulle transazioni:
"La Cina parla di anonimato controllabile. Quindi il governo non controllerà tutte le transazioni e, tecnicamente parlando, non può farlo. In questo momento, ogni secondo in Cina si verificano centinaia di migliaia di transazioni. Se il governo volesse monitorarle tutte, sarebbe un costo enorme."
Al tempo stesso, Guo ha sottolineato che la banca centrale cinese potrebbe delegare alcune responsabilità alle banche commerciali, ad esempio nell’ambito della distribuzione.
Infine, per quanto riguarda il recente progetto pilota dello yuan digitale, secondo Guo i risultati sono stati abbastanza positivi.