Durante un'intervista pubblicata in data 6 aprile dall'Economic Times, l'investitore Tim Draper ha criticato la posizione negativa assunta dal governo indiano nei confronti delle criptovalute.

La Banca Centrale del paese è infatti annunciato che non avrebbe più offerto i propri servizi a persone o aziende operanti nel settore delle criptovalute; non si tratta pertanto di un divieto diretto, a differenza di quanto si vociferava a febbraio di quest'anno. A gennaio, il Ministro delle Finanze ha inoltre fortemente criticato le monete digitali, definendole uno "schema Ponzi" senza alcun "valore intrinseco".

Draper ha definito l'incapacità del governo indiano di comprendere l'importanza delle criptovalute "una totale idiozia", facendo anche riferimento al simile divieto adottato recentemente in Cina.

L'uomo sottolinea infatti che "Bitcoin e Blockchain sono la miglior cosa mai avvenuta per l'industria", aggiungendo poi che "i paesi come l'India, dove miliardi di Rupie vengono sprecate a causa di scartoffie inutili e poco efficienti, trarrebbero il maggior numero di benefici dalla semplicità e dalla sicurezza offerte dalla Blockchain". Se l'India dovesse effettivamente rendere le criptovalute illegali, spiega Draper, "gli altri paesi faranno a gara per acciuffare tutti gli imprenditori [operanti nel campo della Blockchain]".

“Se le autorità localì vieteranno le criptovalute, allora le aziende del settore di sposteranno da qualche altra parte. Il governo deve capire di star ostacolando l'innovazione, e che dovrebbe invece dare vita ad un ambiente dove tali idee possano essere supportate e realizzate. Devono scegliere se voler attirare nel paese i migliori ingegneri e programmatori al mondo, oppure far trasferire le proprie risorse più brillanti in altre regioni."

Draper, sostenitore delle criptovalute, durante l'intervista ha dichiarato che il Bitcoin "dovrebbe essere la moneta nazionale" dell'India: secondo l'uomo infatti, grazie alla sua "natura globale", tra qualche anno la criptovaluta "verrà accettata ovunque".

Draper ha inoltre discusso riguardo al potenziale per la Blockchain di "sconvolgere il settore dei capitali di rischio", dando vita ad un ambiente virtuale dove solo i più "flessibili e ingegnosi" potranno avese successo:

“In futuro, non sarà necessario abbandonare fisicamente un luogo per scegliere un governo migliore. Non importa la mia ubicazione, potrò ottenere previdenza sociale dal Cile, assicurazione sanitaria dal Canada, educazione dalla Russia. L'intero sistema sarà molto più virtuale."

Per quanto riguarda invece investimenti in start-up indiane operanti nel campo delle criptovalute, Draper ha citato Blume Ventures e Boost VC, le quali hanno recentemente finanziato il progetto Unocoin. Egli stesso continuerà a "cercare altre opportunità" nel settore.