La rapida diffusione del coronavirus ha portato al recente crollo dei mercati azionari. Nel tentativo di salvare l'economia mondiale, i governi hanno già introdotto nel mercato 7.000 miliardi di dollari: una cifra che continua a crescere. Secondo Tim Draper, noto sostenitore delle criptovalute, la convergenza di questi fattori potrebbe rappresentare il punto di svolta che farà prosperare Bitcoin e contratti intelligenti.

Durante una recente intervista, il Draper ha espresso forte scetticismo nei confronti del piano del governo statunitense di stampare una quantità infinita di denaro, in quanto ci vorranno anni prima che tutti questi soldi possano essere "assorbiti" dall'economia globale:

"Stanno stampando tutti questi soldi nel tentativo di risollevare l'economia, nonostante siano stati loro ad averla affossata. Inonderanno l'economia con un sacco di soldi e questo denaro varrà sempre meno.

Draper è certo che presto le persone inizieranno ad interessarsi a Bitcoin perché la sua offerta monetaria è fissa, a differenza del denaro tradizionale che viene stampato continuamente dalle banche centrali:

"Sarà un momento davvero interessante quando le persone diranno 'ma perché non usiamo semplicemente Bitcoin? Ne esistono soltanto 21 milioni e non ci dobbiamo preoccupare dei governi che ne diluiscono l'offerta stampandone tonnellate. Possiamo semplicemente usare una valuta sulla quale siamo tutti d'accordo, che è già frictionless, aperta, trasparente e globale'."

La fine della globalizzazione? Draper non è d'accordo

Alcuni credono che l'epidemia di coronavirus porrà fine alla tendenza alla globalizzazione degli ultimi 25 anni. Draper è invece del parere che innovazioni come Bitcoin, smart contract e intelligenza artificiale costringeranno i governi a competere fra loro ad un "livello virtuale", offrendo servizi migliori e ad un costo ridotto per attirare talenti.

Questo amplierà il numero di scelte, offrendo alle persone la possibilità di spostarti liberamente e vivere in un mondo globalizzato "più amorevole e bello":

"Non importa che tu sia americano, cinese, russo, indiano, europeo o qualcos'altro. Viviamo tutti in un mondo aperto, e i confini geografici diverranno sempre meno importanti."