Un nuovo report pubblicato da Arcane Research ha rivelato che quasi la metà del volume scambiato sulla piattaforma Paxful consiste in acquisti di Bitcoin (BTC) con gift card.
Il documento sottolinea che "comprare Bitcoin con le gift card è stata la soluzione più popolare su Paxful durante ogni mese, nel corso dei cinque anni analizzati". A giugno, corrispondeva al 48% del volume degli scambi effettuati del sito: su questo marketplace vengono scambiati quasi 40 milioni di dollari alla settimana.
Nel suo report, Arcane ha evidenziato in particolare l'ultima settimana di giugno di quest'anno, in cui sono stati venduti 16,2 milioni di dollari di BTC.
Arcane attribuisce la maggior parte del volume scambiato su Paxful alle persone che inviano rimesse verso Paesi con scarsità di servizi finanziari. Oltre la metà del valore compravenduto su Paxful proviene infatti dagli Stati Uniti, e questo sembra suggerire che gran parte del giro d’affari della piattaforma deriva dai fondi che i lavoratori migranti inviano alle loro famiglie:
"La soluzione di pagamento con carta regalo è flessibile: consente agli utenti di acquistare indirettamente BTC tramite i contanti, attraverso popolari gift card presso le stazioni di servizio, per poi rivendere le card su Paxful in cambio di BTC."
Arcane osserva però come molte di queste transazioni siano concluse ad un prezzo ampiamente inferiore rispetto al valore di mercato, e questo sembra indicare che alcuni utenti sfruttino il sistema per svolgere attività illegali:
"[La vendita di carte regalo] è spesso effettuata con sconti significativi, fino al 40%. Di conseguenza, allora, dobbiamo porci questa domanda: chi è disposto a perdere il 40% del proprio investimento pur di acquistare Bitcoin in questo modo?"
Paxful è diventato il principale marketplace peer-to-peer (P2P) di Bitcoin dopo che, un anno fa, LocalBitcoins ha dovuto introdurre delle procedure KYC per gli utenti che trasferiscono più di 1.000 dollari annualmente.
I trader occidentali si sono allontanati dalle piattaforme P2P a favore di quelle centralizzate sin dal 2016, ma Arcane nota invece che il volume di scambi attribuibile alle cosiddette “economie emergenti” è costantemente aumentato negli ultimi anni.

In Europa occidentale, la quota del volume di trading P2P è scesa dal 20% (registrato durante la bull run del 2017) fino al 10% di oggi, mentre il Nord America è sceso dal 53% del 2016 al 35% di oggi.
Dall'inizio del 2016, invece, il volume scambiato sulle piattaforme P2P dell'Africa Subsahariana e dell'America Latina è cresciuto rispettivamente dal 4 al 19% e dall’1 al 13%.