Bitcoin (BTC) inizia questa settimana cercando di preservare i supporti, nonostante i diversi scogli all'orizzonte.

In quella che potrebbe rivelarsi una settimana cruciale per Bitcoin e la relazione delle altcoin con gli asset tradizionali, le decisioni della Federal Reserve degli Stati Uniti sono destinate ad essere il principale argomento di discussione per gli hodler.

In un'atmosfera di inflazione tuttora dilagante, un quantitative easing ancora in corso ed instabilità geopolitiche concentrate in Europa, c'è molta incertezza nell'aria.

Bitcoin indugia nel trarre vantaggio dall'attuale caos, e la domanda sorge spontanea: cosa ci vorrebbe per infondere fiducia nel mercato?

Malgrado sia bloccato in un enorme trading range da più di un anno, i prossimi eventi potrebbero comunque fornire un evento catalizzatore per la price action e il sentiment generale.

Analizziamo insieme le varie prospettive.

Russia, Cina, inflazione e la Fed

Che lo si voglia o no, questa settimana la Fed sarà probabilmente il maggior catalizzatore per la performance delle criptovalute.

Il 16 marzo, i politici decideranno se procedere o meno con un aumento dei tassi d'interesse chiave, attesi dall'anno scorso.

Come risaputo, l'inflazione è in crescita, ma lo è anche il desiderio di ridurre il bilancio da record, gonfiato nei due anni di lotta contro il coronavirus.

Seppur modesto – probabilmente un quarto di punto base  – un aumento dei tassi è dunque previsto, ma le implicazioni potrebbero comunque essere notevoli per i Bitcoiner.

BTC ha già dimostrato di essere saldamente correlato alle azioni statunitensi, e qualsiasi reazione alle scelte della Fed sarà probabilmente emulata nel mercato delle crypto.

Le iniezioni di liquidità nei mercati per contrastare i danni economici causati dal Covid-19 sono terminate solo alla fine del 2021, dichiarando la conclusione dei rialzi sui mercati finanziari. Bitcoin, allo stesso modo, ha siglato un massimo storico a novembre, dando seguito ad un rapido declino.

"Questa settimana sarà decisiva per i trader di criptovalute e azioni, dato che la Fed dovrebbe decidere per un aumento dei tassi di un quarto di punto questa settimana. Nel 2022, Bitcoin ed Ethereum sono stati correlati all'SP500, e queste decisioni potrebbero avere un grande impatto sulle criptovalute", riassume la società di analisi Santiment il 14 marzo.

Malgrado tutto, al momento della stesura si è conclusa la votazione sulla legislazione delle criptovalute, con alcuni parlamentari che tentavano di istigare un divieto sulla proof-of-work (citando preoccupazioni ambientali). La proposta è stata bocciata.

Domani, 14 marzo, la commissione ECON del Parlamento europeo voterà sul MiCA, il regolamento che definirà il corso dell'adozione delle criptovalute nell'UE. #Bitcoin potrebbe subire un trattamento discriminatorio a causa del consenso PoW.

"Un divieto della PoW equivarrebbe a vietare di indovinare un numero", commenta Knut Svanholm, autore di Bitcoin: Sovereignty Through Mathematics.

"Pensate a cosa implicherebbe un tale divieto".

Poco distante, il conflitto russo-ucraino continua ad avanzare, portando con sé gravi conseguenze economiche: la Russia rischia il default, mentre le sanzioni e i blocchi commerciali non fanno altro che aggiungere pressioni inflazionistiche.

In Cina, nel frattempo, i crescenti contagi da COVID-19 obbligano molti residenti al lockdown.

Il prezzo spot "celebra" i due anni dal crollo di COVID-19

Di conseguenza, le aspettative sono a dir poco precarie per i trader a breve termine di Bitcoin (BTC).

"Dobbiamo ancora assistere al dip di capitolazione, come per ogni altro macro ribasso che abbiamo osservato", sostiene il popolare account Twitter Crypto Tony.

Un'ipotetica capitolazione è già stata espressa come una forte possibilità, a quasi due anni esatti dal giorno in cui BTC/USD è crollato a 3.600$ a seguito dell'inizio delle restrizioni dettate dal COVID-19.

Oggi è il secondo anniversario della presunta morte di #Bitcoin.

Congratulazioni a coloro che hanno comprato questo dip, evento leggendario. 

Come riportato in precedenza da Cointelegraph, il livelli di supporto a 40.000$ non riescono a sostenere il prezzo per più di qualche ora.

La chiusura settimanale ha riportato una correzione dell'ultimo minuto verso i 37.000$, riuscendo tuttavia a recuperare gran parte del terreno perso per scambiare a circa 38.500$ al momento della stesura.

Analizzando le prospettive a breve termine con il suo Confluence Floor Model, l'analista Plan C, molto attivo su Twitter, conclude che l'eventualità di un ulteriore ribasso dei prezzi potrebbe palesarsi il prossimo mese, riportando Bitcoin intorno ai 27.000$. Tale livello porterebbe l'asset al di sotto del suo prezzo di apertura del 2021 e brevemente fuori dal range in cui ha consolidato da allora.

⚠️ Post molto importante

Il floor price di #Bitcoin delle fasi di accumulazione era entro 0-29 giorni, degli ultimi 3 incroci

Abbiamo avuto un incrocio 9 giorni fa, la storia si ripeterà? #Crypto

Le ultime 3 volte, hanno portato ad un calo del prezzo di #BTC fino al mio Confluence Floor Model, attualmente a 26.820$.

"Non credo che torneremo a 27.000$, ma se la storia dovesse ripetersi per una quarta volta consecutiva, si potrebbe registrare il minimo di questa fase di accumulazione", conclude Plan C su Twitter.

L'accumulazione fornisce una debole speranza 

Come riportato da Cointelegraph, le whale sono state attive negli ultimi giorni, mentre la proporzione dell'offerta complessiva di BTC controllata dai piccoli investitori ha raggiunto il massimo annuale.

Ultimamente, queste abitudini si stanno riflettendo nei continui minimi delle riserve negli exchange.

Gli sviluppi sono stati evidenziati l'1 marzo da Philip Swift, ideatore della risorsa di analisi on-chain LookIntoBitcoin.

Il saldo di #bitcoin negli exchange sigla nuovi minimi 

La società di analisi on-chain CryptoQuant conferma la tendenza, riportando che sui 21 principali exchange che analizza, i saldi BTC sono al loro minimo combinato dall'inizio di agosto 2018: 2,32 milioni di BTC.

Lo storico delle riserve degli exchange è in realtà abbastanza complessa, in quanto diverse piattaforme riportando tendenze differenti.

Nell'ultima edizione della sua newsletter settimanale, The Week On-Chain, rilasciata il 7 marzo, la piattaforma di analisi on-chain Glassnode ha dedicato una significativa attenzione al fenomeno, sottolineando che l'offerta sell-side rimanga nel complesso "abbastanza moderata", considerando le circostanze macro.

"Durante gli eventi macro e geopolitici altamente volatili delle ultime settimane, i volumi dei flussi netti degli exchange sono anche ragionevolmente stabili, nonostante una leggera distorsione verso gli afflussi di questa settimana", evidenziano attualmente i ricercatori.

Gli ultimi dati di Glassnode suggeriscono che la scorsa settimana gli exchange abbiano registrato un'ulteriore diminuzione di BTC nelle loro riserve, pari ad ulteriori 1,9 miliardi di dollari in Bitcoin.

Il sentiment del mercato non impressiona nessuno

Dopo due mesi di fluttazioni e fakeout, i rialzisti sono stanchi e la minaccia di una capitolazione macroindotta aleggia sul mercato.

"A mio parere, il sentiment su Bitcoin è peggiore di luglio 2021, e il prezzo è più in alto di oltre 8.000$", commenta l'account di analisi On-Chain College.

Esaminando la situazione settimanale on-chain e, in particolare, i volumi, la società di ricerca e formazione Cane Island Digital Research ha decretato il momentum come una remota possibilità.

"I volumi su Bitcoin sono un pessimo indicatore del prezzo, ma è un decente indicatore del sentiment", commenta la società.

#I volumi su bitcoin sono un pessimo indicatore del prezzo, ma è un decente indicatore del sentiment. È difficile pensare che il volume possa scendere di molto, il che significa che il bitcoin debba essere vicino ad un minimo.

Malgrado possa essere indicatore di capitolazione e inversione di trend in arrivo, la paura è ancora palpabile.

Mark Yusko, fondatore, CEO e chief investment officer di Morgan Creek Capital Management, paragona le analisi di Cane Island ad un sentiment "vicino all'esaurimento".

Nel frattempo, il Crypto Fear & Greed Index rimane in territorio di "estrema paura", prossimo al livello di 20/100, da ormai metà febbraio.

Crypto Fear & Greed Index. Fonte: TradingView

Decollo in arrivo con i Volcano Bond?

Questa settimana è prevista l'emissione dei Volcano Bond, le tanto decantate obbligazioni decennali del Salvador.

Il paese, celebre per essere diventato il primo ad adottare Bitcoin come valuta a corso legale lo scorso anno, ha da allora iniziato a sfruttare l'energia geotermica di un vulcano per alimentare il mining di BTC.

A tal fine, è alla ricerca di partner di investimento a lungo termine, emettendo obbligazioni legate direttamente all'attività di mining, manovra che potrebbe far registrare importanti afflussi di denaro nell'ecosistema.

Nonostante la data esatta dell'emissione delle obbligazioni, che dovrebbe attirare 1 miliardo di dollari, rimane sconosciuta, si sospetta che possa arrivare questa settimana.

Secondo Samson Mow, ex chief strategy officer di Blockstream, al di là del vantaggio di poter utilizzare tale denaro per investirlo in BTC, le conseguenze a lungo termine per il paese, in caso di successo, non dovrebbero essere sottovalutate come possibile cambiamento nel paradigma economico globale.

In un'intervista con Saifedean Ammous nel Podcast Bitcoin Standard tenutosi questo fine settimana, Mow si è detto decisamente ottimista a riguardo, affermando:

"Quindi, se El Salvador propone questa obbligazione, mostrerà al mondo che non è necessario fare affidamento al FMI o a qualsiasi istituto di prestito centrale che non ha necessariamente il tuo migliore interesse a cuore, ma si può semplicemente finanziare tutto con obbligazioni sostenute da Bitcoin".