Secondo quanto riportato il 15 marzo da Vice, la piccola città americana di Plattsburgh (NY) ha introdotto una misura per vietare il mining di criptovalute.
Il consiglio comunale ha approvato all'unanimità una moratoria di 18 mesi sul mining di criptovalute a Plattsburgh. La moratoria riguarda solo le nuove attività di mining di Bitcoin e non influenza quelle già esistenti in città.
L'idea di una moratoria è stata proposta dal sindaco Colin Read a gennaio, dopo che i residenti hanno segnalato bollette elettriche salate:
"Molte persone si sono lamentate del fatto che le bollette elettriche siano aumentate di 100 - 200 dollari. Ecco perché la gente è arrabbiata."
Plattsburgh usufruisce di energia a basso costo fornita da una diga idroelettrica situata sul fiume Saint Lawrence. Mentre i residenti di solito pagano 0,045$ per kilowattora (kWh), le industrie (incluse quelle che minano Bitcoin) devono pagare solo 0,02$ / kWh.
Nei mesi di gennaio e febbraio, l'attività di mining più grande della città ha utilizzato il 10% della fornitura di energia elettrica di 104 megawattora (Mwh) di Plattsburgh. Read ha dichiarato di aver visto proposte che suggerivano di utilizzare da 20 a 30 Mwh di elettricità per il mining di Bitcoin.
Nel corso dei prossimi 18 mesi, i funzionari della città lavoreranno con i residenti e le attività locali di mining per trovare una soluzione in grado di mantenere basse le bollette dei residenti e che allo stesso tempo consenta alle imprese di stabilirsi in città.
Una soluzione proposta è di far pagare ai miner gli eccessi o aumentare le loro tariffe al kWh.
Tom Pillsworth, un residente locale e partner in una impresa di mining della città, ha dichiarato che "I miner sono disposti a farsi carico degli eccessi, più che disposti".
Le piccole città dove il prezzo dell'elettricità è molto basso sono diventate la destinazione preferita delle compagnie di mining, che si trasferiscono nelle aree rurali per migliorare i loro profitti.