Caroline Crenshaw, commissario della Securities and Exchange Commission (SEC) e forte oppositrice delle criptovalute, ha accusato l'autorità di regolamentazione statunitense di aver minimizzato i rischi e di aver travisato il mercato statunitense delle stablecoin nelle sue linee guida appena pubblicate.
Tuttavia, numerosi esponenti dell'industria delle criptovalute considerano le nuove linee guida della SEC – secondo le quali le stablecoin che soddisfano determinati criteri sono ora considerate "non titoli" e sono esenti dagli obblighi di segnalazione delle transazioni – come un passo nella giusta direzione.
In una dichiarazione del 4 aprile, Crenshaw, ampiamente nota per essersi opposta agli ETF spot su Bitcoin, ha precisato che la dichiarazione della SEC sulle stablecoin contiene "errori legali e fattuali che dipingono un quadro distorto del mercato delle stablecoin in dollari che ne sottovaluta drasticamente i rischi".
Mentre Crenshaw dissente, l'industria crypto approva
Crenshaw ha contestato l'accuratezza dell'analisi effettuata dalla SEC per giungere a tale decisione. Ha inoltre sottolineato che la SEC ha ribadito le azioni degli emittenti “che presumibilmente stabilizzano il prezzo, assicurano la rimborsabilità e riducono in altro modo il rischio”.
Fonte: David Sacks
La SEC ha ribadito che "anche se brevemente, alcune stablecoin in dollari USA sono disponibili per gli acquirenti retail solo attraverso un intermediario e non direttamente presso l'emittente".
Crenshaw ha sostenuto che ciò è fuorviante, affermando che:
"È la regola generale, non l'eccezione, che queste monete siano disponibili al pubblico retail solo attraverso intermediari che le vendono sul mercato secondario, come le piattaforme di trading di criptovalute".
"Oltre il 90% delle stablecoin in USD in circolazione sono distribuite in questo modo", precisa Crenshaw.
Nel frattempo, molti operatori del settore hanno espresso ottimismo per le indicazioni più trasparenti in materia di stablecoin.
Il fondatore di Token Metrics, Ian Ballina, ha dichiarato che “si tratta di un chiaro passo avanti nel concentrarsi su ciò che conta davvero nel settore”.
Industria crypto: un passo positivo, solo un po' in ritardo
Tan Tran, CEO di Vemanti, ha commentato che avrebbe auspicato che la SEC arrivasse a tal punto tre anni fa, mentre Ian Kane, head of partnerships di Midnight Network, si è detto “convinto che si tratti di un progresso per le criptovalute che intendono rispettare le regole”.
Crenshaw ritiene che sia "gravemente inesatto" che la SEC rassicuri gli utenti sul fatto che un emittente possa gestire rimborsi illimitati solo perché le sue riserve corrispondono o superano il valore dell'offerta.
"La salute finanziaria complessiva e la solvibilità dell'emittente non possono essere giudicate dal valore della sua riserva, che non ci dice nulla sulle sue passività, sul rischio derivante dalle attività finanziarie proprietarie e così via", sottolinea Crenshaw.
Crenshaw aggiunge inoltre che le stablecoin comportano sempre un certo rischio, in particolare durante le fasi di ribasso del mercato.
La notizia giunge solo poche settimane dopo che l'emittente di stablecoin Tether avrebbe incaricato una società di revisione contabile delle Big Four di sottoporre a audit la sua riserva di asset e di verificare che la sua stablecoin USDT sia supportata in rapporto 1:1.
Il 22 marzo, Cointelegraph ha riferito che l'amministratore delegato di Tether, Paolo Ardoino, ha dichiarato che il processo di revisione sarà più semplice durante il mandato del presidente americano Donald Trump, orientato a favore delle criptovalute.
Traduzione a cura di Walter Rizzo