Nella giornata di martedì, il gas price su Ethereum ha raggiunto un nuovo massimo storico. Secondo EthGasStation, attualmente è necessario offrire più di 450 gwei per effettuare una transazione. Nei periodi di calma, le commissioni arrivano a livelli molto bassi, fino a 2 gwei, e in precedenza erano considerate alte a 30 gwei.
Il gas price è un indicatore generalizzato dei prezzi medi, ma tradurlo in costi di transazione effettivi non è così semplice. Dato che diverse tipologie di trasferimenti consumano quantità di gas variabili, c’è una differenza significativa tra le semplici transazioni di Ether (ETH) e le operazioni eseguite per interagire con uno smart contract della DeFi.
Al momento della stesura, trasferire Ether richiede solo circa 4$, cifra ben lontana dai 50$ dei costi di transazione di Bitcoin (BTC) durante il picco del bull market nel 2017. Trasferire token è più costoso, con un gas price di circa 17$. Invece, interagire con i protocolli della finanza decentralizzata è diventato talmente caro che solo gli utenti più ricchi possono continuare a parteciparvi.
Per fare un semplice scambio da Ether a Dai (DAI) su Uniswap servono 55$ in gas. Curve stima un prezzo di 33$, mentre un’operazione su Mooniswap costa più di 80$. Trasferire un asset su Compound richiede circa 57$, mentre su Aave il costo è di 44$.
Con gas price così alti, utilizzare questi protocolli diventa impossibile o svantaggioso. Per fare in modo che il gas price su un DEX sia equivalente alle commissioni di un exchange tradizionale, pari allo 0,2%, sarebbe necessario trasferire asset per almeno 27.500$ in una singola transazione. Un utente che deposita 5.000 DAI su Compound dovrà aspettare oltre 40 giorni per recuperare quanto ha speso in gas, anche considerando le ricompense in COMP ricevute.
Nonostante tutto ciò, Uniswap continua a stabilire nuovi record di volume. Nelle ultime 24 ore sono stati negoziati più di 680 milioni di dollari, una cifra superiore a diversi exchange centralizzati principali come Coinbase Pro. Secondo DappRadar, 16.500 wallet unici hanno interagito con il protocollo nelle ultime 24 ore. Questo si traduce in una transazione media per wallet di 41.000$, suggerendo che le commissioni elevate non sono un problema per gli attuali utenti di Uniswap. È probabile che una porzione di questi partecipanti utilizzi diversi wallet, spingendo il valore medio effettivo ancora più in alto.
La coppia con il volume più elevato sull’exchange è SUSHI/ETH, pari a circa 140 milioni di dollari. Unirsi alla pool permette ai suoi fornitori di liquidità di guadagnare token SushiSwap, un fork diretto del codice di Uniswap con una distribuzione di token equa che negli ultimi giorni ha scatenato una delle più grandi manie di yield farming di sempre.
Attualmente, i rendimenti annualizzati sul farming del token SUSHI variano da 1.000% a 3.000%, o poco meno dell’1% al giorno. Curiosamente, i farmer sembrano preferire la pool di SUSHI/ETH, l’unica pool circolare che richiede prima di comprare SUSHI per guadagnarne, anche se il suo rendimento è solo “medio,” a 2.000%.
Il motivo più probabile di questa preferenza è la facilità di amplificare le ricompense, in quanto i farmer non hanno bisogno di vendere costantemente i SUSHI ottenuti in due token separati. Inoltre, questa struttura favorisce un meccanismo simile a uno schema Ponzi, in cui i nuovi farmer aumentano i profitti dei partecipanti esistenti facendo crescere la domanda di token.
Secondo i dati di EthGasStation, Uniswap è attualmente il più grande consumatore di gas, seguito a breve distanza da Tether e dal presunto schema Ponzi Forsage.