Questa settimana, il prezzo di Bitcoin (BTC) ha segnato una perdita arrivata fino al 10%. Anche se potrebbe spaventare i day trader, il grafico a 3 giorni mostra che la mossa ribassista ha scalfito a malapena l’attuale struttura di mercato.

Il calo assume un significato diverso considerando che il livello dei 12.500$ rimane intoccato da più di 13 mesi. Attualmente, gli analisti stanno pronosticando target di prezzo a 16.000$, parzialmente dovuti a un gap sul CME e alle aspettative di un aumento dell’inflazione negli Stati Uniti.

Grafico a 3 giorni di Bitcoin, in USD. Fonte: TradingView

Il grafico riportato sopra illustra quanto la performance negativa negli ultimi dieci giorni sia insignificante in una prospettiva più ampia. Dall’inizio dell’anno ad oggi, Bitcoin ha accumulato un guadagno del 48%, e non mostra segni di debolezza. Il calo giornaliero più grande negli ultimi cinque mesi è stato di -6,4% nella giornata del 2 agosto.

Gli investitori sembrano ignorare la recente volatilità

Mentre i trader a breve termine si chiedono se sia stata la scadenza del 28 agosto di future e opzioni sul CME a causare il calo registrato negli ultimi giorni, i dati on-chain rivelano che gli investitori sono più imperturbabili che mai.

UTXO di Bitcoin non spese da 1 anno. Fonte: LookIntoBitcoin

Il 63% delle UTXO non è stato toccato da più di un anno, uno scenario senza precedenti. Questi hodler hanno affrontato un declino del 53% nel corso dei trenta giorni precedenti al 13 marzo, ma nemmeno il crollo del Black Thursday li ha convinti a spostare i propri BTC.

I mercati delle opzioni mostrano pochi segni di tensione

I mercati delle opzioni offrono una panoramica in tempo reale sul sentiment dei grandi trader e delle trading desk coinvolte in attività di arbitraggio. Il 25% delta skew è il principale indicatore ‘fear and greed’ per questi mercati, in quanto misura quanto risulta costosa la protezione contro un movimento di prezzo negativo rispetto a quella contro uno positivo.

Grafico a 3 mesi del 25% delta skew delle opzioni su BTC. Fonte: Skew

Queste opzioni put, che forniscono agli acquirenti l’opportunità di vendere Bitcoin a un prezzo fisso in una data successiva, sono attualmente più costose del 6% rispetto a una simile opzione call. Anche se lo strumento non presenta lo stesso livello di ottimismo generato dalla differenza del 13% osservata qualche settimana fa, l’indicatore 25% delta skew può comunque essere interpretato come rialzista.

I top trader restano long

Alcuni exchange mettono a disposizione del pubblico i dati relativi alle posizioni long/short dei migliori trader sulle rispettive piattaforme. È un metodo eccellente per valutare se i trader professionisti hanno prospettive rialziste o ribassiste.

Anche se i mercati future individuali sono bilanciati tra compratori (long) e venditori (short), solitamente i top trader distribuiscono il rischio su più mercati.

Aggregando le posizioni di questi operatori, gli exchange possono determinare la loro esposizione netta.

Long/short dei top trader. Fonte: Binance, OKEx e Cointelegraph

Dal 27 luglio, i top trader di Binance e OKEx hanno seguito un orientamento rialzista. Questo è già di per sé un risultato notevole, considerando il crollo da 1.500$ del prezzo di Bitcoin nella giornata del 2 agosto.

Meno liquidazioni sui mercati dei future

Misurando le liquidazioni di contratti future durante le oscillazioni negative dei prezzi, è possibile stimare la vulnerabilità degli acquirenti (long). Occorre però tenere presente che negli ultimi tre mesi si sono verificati movimenti di prezzo infragiornalieri del 9% o superiori in quattro occasioni.

Bitcoin (USD). Fonte: Bitstamp e Cointelegraph

Se questi trader fossero stati colti alla sprovvista con una leva a 10x o superiore, le loro posizioni sarebbero state liquidate tempo fa. Di conseguenza, l’open interest dei future sarebbe diminuito notevolmente.

Open interest totale dei future su BTC, in USD. Fonte: Bybit e Cointelegraph

L’open interest totale dei future su BTC è aumentato del 166% nel corso degli ultimi cinque mesi, fino ad arrivare a 4,8 miliardi di dollari. Questi dati forniscono ulteriori prove del fatto che le whale non hanno subito liquidazioni dovute al recente calo del 10%.

Ogni bull run presenta qualche correzione

Dopo la crescita del 28% registrata nelle ultime due settimane di luglio, c’era da aspettarsi una certa pressione di vendita nella fase di consolidamento di Bitcoin (BTC). Anche durante i 3 mesi dell’incredibile bull run iniziata ad aprile 2019 che ha segnato un guadagno del 240% per il crypto asset si sono verificate quattro correzioni a breve termine del 9% o superiori.

Nonostante tutto, sia i dati on-chain che il sentiment dei top trader espresso dai derivati restano rialzisti, suggerendo che il mercato tenderà a muoversi in direzione laterale o ascendente nel corso delle prossime settimane.

I punti di vista e le opinioni qui espressi sono esclusivamente dell'autore e non riflettono necessariamente i punti di vista di Cointelegraph. Ogni investimento e operazione di trading comporta dei rischi. Dovresti condurre una ricerca propria quando prendi una decisione.