Bitcoin (BTC) tiene sulle spine rialzisti e ribassisti aprendo una nuova candela settimanale verde e allontanandosi dai 50.000$.

Dopo un week-end poco movimentato, BTC/USD ha iniziato la giornata di lunedì riprendendosi i 53.000$ per la prima volta dal 22 aprile. Quale potrebbe essere la prossima mossa?

Cointelegraph prende in esame cinque fattori che nei prossimi giorni potrebbero influenzare la price action di BTC.

Grafico settimanale di BTC/USD (Bitstamp). Fonte: Tradingview

Azioni stabili mentre il dollaro precipita

Questa settimana, le azioni appaiono ancora una volta stabili, mentre il quadro macro presenta un mix familiare di speranza e miseria associato al coronavirus.

Mentre i mercati asiatici hanno assistito a una sessione di trading complessivamente tranquilla, le difficoltà legate al virus in India e i problemi finanziari in Turchia hanno destato preoccupazioni.

In occidente, con gli Stati Uniti intenzionati a mandare i turisti nell’Unione Europea quest’estate, iniziano a delinearsi nuovi incentivi economici per i trader.

Tuttavia, senza una direzione generale l’impulso per Bitcoin a seguire una narrativa macro è quasi inesistente, e i movimenti del prezzo di oggi lo stanno già dimostrando.

What does the future hodl?ha riassunto sabato il “Technoking” di Tesla e SpaceX, Elon Musk, in un tweet significativo per molti partecipanti al mercato. Tesla, uno dei grandi nomi che ha investito in BTC, presenterà il suo rapporto sui profitti dopo la chiusura di Wall Street.

Per quanto riguarda il dollaro, l’opportunità per Bitcoin è più sbilanciata al rialzo. Dopo una chiusura venerdì sotto i 91, l’indice del dollaro statunitense (DXY) sta continuando il suo declino. Come spesso segnalato da Cointelegraph, soprattutto nell’ultimo anno l’indice tende ad essere correlato negativamente con BTC/USD.

BTC si riprende il livello dei 53.000$

La price action di Bitcoin nel mercato spot sta già offrendo sorprese, e a differenza della scorsa settimana sono i ribassisti ad essere colti impreparati.

I dati di Cointelegraph Markets Pro e Tradingview rivelano che BTC/USD ha superato i 53.000$ per la prima volta dopo aver perso il livello la scorsa settimana nel corso di una brusca correzione.

Questo prezzo è particolarmente importante, in quanto equivale a un market cap di Bitcoin da 1.000 miliardi di dollari, una linea nella sabbia che, secondo diversi analisti, avrebbe dovuto reggere gli attacchi dei venditori.

La ripresa ha avuto inizio dal minimo a 47.000$, ma non ci sono ancora prove certe che la recente correzione sia terminata. Questa incertezza si riflette nelle posizioni di trading, dopo che l’aumento verso i 53.000$ ha liquidato short per 150 milioni di dollari in un’ora.

Sembra che questo sell-off intermedio sia prossimo alla sua conclusione,ha suggerito domenica sera il podcaster Preston Pysh.

L’entità della contrazione è stata uno shock per alcuni investitori, arrivata nonostante le orde di nuovi compratori che continuano a riversarsi nel network. I parametri on-chain nel complesso rimangono ottimisti, appoggiando ulteriormente la tesi secondo cui le circostanze attuali sono un contrattempo temporaneo in un bull market altrimenti persistente.

Il mercato è molto emotivo per le oscillazioni da +/- 2% in chiusura,” ha spiegato la scorsa settimana Filbfilb, co-fondatore della trading suite Decentrader, ai suoi follower su Telegram.

“Prendete nota, volatilità in arrivo a breve. Sono piuttosto rialzista ma credo che ci sia bisogno di una scossa prima di salire. Potrei sbagliarmi… sulla direzione, ma non sulla volatilità quindi allacciate le cinture.”

La difficoltà vedrà la più grande correzione da novembre

Per quanto riguarda i fondamentali, i miner continuano a riprendersi dopo un blackout in Cina che ad aprile ha fatto crollare l’hash rate del network.

In seguito a un’inondazione, come già accaduto in passato, grandi segmenti della potenza di mining in Cina sono scomparsi dal network, portando a un calo dell’hash rate di quasi il 25% dai massimi storici.

Da allora, i miner hanno iniziato ad adeguarsi, mentre il calo della difficoltà di mining consentirà agli operatori più piccoli di minare più proficuamente e fornirà un incentivo per mantenere la sicurezza del network.

Questa riduzione, prevista tra circa cinque giorni, sarà la più grande regolazione negativa dal 3 novembre, quando BTC/USD si trovava ancora a 13.000$.

Media a 7 giorni dell’hash rate di Bitcoin. Fonte: Blockchain.com

Le regolazioni della difficoltà rappresentano una parte essenziale (se non la principale) del meccanismo di Bitcoin per garantire il funzionamento a prescindere da fattori esterni che potrebbero influenzarne il modus operandi.

Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da aumenti della difficoltà, che insieme alla crescita dell’hash rate ha segnato diversi nuovi massimi storici. Se la storia dovesse ripetersi, anche la price action dovrebbe tornare al rialzo in linea con la loro ripresa.

Commentando gli eventi recenti, Adam Back, CEO di Blockstream, ha messo in guardia sulla scelta delle fonti statistiche, affermando che il calo non è stato in realtà grave quanto suggerito da qualcuno.

L’hash rate di Bitcoin è tornato a 157 EH, circa il 5% sotto il picco di 168 EH. Si è ripreso quasi completamente dal calo del 25% verso i 125 EH,ha twittato domenica.

Il sentiment tende verso “Extreme Fear”

Insieme a short e long con un’eccessiva leva finanziaria, sembra che anche il sentiment irrazionale nelle crypto sia stato finalmente spazzato via.

È questa la conclusione del popolare Crypto Fear & Greed Index, che analizza un insieme di fattori per determinare il sentiment dei trader e le conseguenze più probabili per BTC/USD.

Con l’arrivo di Bitcoin al nuovo massimo storico in prossimità dei 65.000$, il Fear & Greed si è avvicinato a livelli da record in linea con i massimi dei precedenti bull market. A quasi 80/100, suggeriva che un sell-off era chiaramente tra le opzioni, e c’è voluta una settimana prima che il parametro reagisse alla recente correzione.

Ora che la pressione è scomparsa, l’indice è passato da “Extreme Greed” a “Fear,” tracciando un “reset” a tutti gli effetti del sentiment, che offre spazio a ulteriori aumenti del prezzo.

Analista sottolinea il “risvolto positivo” della correzione

Non sono solo i privati ad aver subito un serio cambiamento d’umore. Secondo altri parametri, anche il comportamento erratico dei trader professionisti è stato eliminato dal mercato.

Nel suo nuovo aggiornamento di venerdì per la newsletter del co-fondatore di Morgan Creek Digital, Anthony Pompliano, l’analista William Clemente ha fatto notare che i long erano tornati ad essere una scommessa attraente.

Questo evento ha avuto un risvolto positivo, avidità e leva finanziaria sono state spazzate via,” ha commentato.

“Oltre alle liquidazioni, può essere illustrato anche dai funding rate. Per ancorare il contratto di swap perpetuo al prezzo spot di Bitcoin, vengono utilizzati i funding rate. Quando la maggior parte dei trader è long, aprire short diventa redditizio, e viceversa. Durante l’evento, i funding rate sono diventati negativi, quindi era redditizio aprire posizioni long. Nelle due occasioni precedenti in cui è avvenuto durante questo bull market, ha dimostrato di essere un segnale d’acquisto.”

Un altro fattore vicino a un “reset completo” è lo spent output profit ratio (SOPR). Come segnalato in precedenza da Cointelegraph, questo parametro tende a identificare minimi locali del mercato.

Al momento, il SOPR si avvicina al livello di reset completo, quindi il prezzo ha raggiunto o è molto vicino al minimo dell’attuale correzione,” ha aggiunto Clemente.