Il 68% dei milionari in tutto il mondo ha già investito nelle criptovalute, o lo farà entro il 2022

Il 68% degli high-net-worth individual (HNWI) ha già investito nelle criptovalute, o intende farlo entro il 2022. Lo rivela un sondaggio rilasciato il 3 maggio dalla società di servizi finanziari deVere Group.

DeVere group gestisce più di 10 miliardi di dollari in asset, e vanta oltre 80.000 clienti da più di 100 paesi diversi.

Secondo il rapporto, più dei due terzi degli individui il cui valore patrimoniale è equivalente o superiore a 1 milione di sterline inglesi (GBP) investiranno in criptovalute come bitcoin (BTC), ether (ETH), and ripple (XRP).

Al sondaggio hanno partecipato oltre 700 clienti di deVere situati in Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Giappone, Qatar, Svizzera, Messico, Hong Kong, Spagna, Francia, Germania, Sudafrica e Emirati Arabi Uniti.

l fondatore e amministratore delegato DeVere, Nigel Green, ha delineato cinque fattori principali che spingerebbero gli HVNI a tenere d'occhio il settore delle criptovalute, escludendo la Fear Of Missing Out (FOMO, "paura di restare tagliati fuori"). Secondo Green, la prima ragione principale è che le criptovalute non hanno confini, il che consente agli asset di essere disponibile ovunque in tutto il mondo.

Gli altri fattori includono il fatto che la crittografia si adatta al trend generale di aumentare la digitalizzazione, la loro capacità di fornire soluzioni per problemi reali come le rimesse internazionali e servizi per gli individui unbanked, l'accettazione dalle giovani generazioni e il coinvolgimento attivo degli investitori istituzionali.

Green ha inoltre affermato che, una volta che gli investitori si sentiranno abbastanza sicuri, "il cielo sarà l'unico limite per le criptovalute", come confermato dall'ottimismo che trapela dal sondaggio.

L'indagine arriva in un ottimo momento per il mercato, che ha appena registrato un movimento rialzista: bitcoin ha infatti superato i 5.800$ per la prima volta nel 2019.

Ieri, la società di gestione patrimoniale Fidelity Investments ha rilasciato una nuova ricerca, rivelando che il 22% degli investitori istituzionali possiede già asset digitali.