Stando a nuovi dati, è “improbabile” che nelle prossime settimane i miner di Bitcoin (BTC) facciano pressione sul prezzo vendendo monete. Nel suo nuovo report settimanale The Week On-chain, la risorsa di analisi Glassnode ha cercato di placare i timori di un altro grande sell-off dei miner.

Il calo della difficoltà è un dono per i miner rimasti

Durante il trasferimento in corso delle attrezzature di mining, e di conseguenza dell’hash rate di Bitcoin, fuori dalla Cina, sono emerse paure in merito alla vendita di BTC da parte dei miner per coprire spese e liquidazioni.

Considerando l’entità dei cambiamenti geografici (la fuga dalla Cina segna il più grande sconvolgimento dell’hash rate nella storia), i miner potrebbero contribuire alla pressione di vendita liberandosi di monete rimaste altrimenti ferme da molto tempo.

L’impatto combinato della vendita e dell’hash rate ridotto causa un “doppio smacco” per la price action di Bitcoin, riducendo le probabilità di rialzo o di consolidamento a livelli di supporto significativi.

Grafico annotato dei saldi in wallet di miner. Fonte: Glassnode

Tuttavia, secondo Glassnode la situazione sembra essere già sotto controllo. I miner sono in transito, fa notare, e chi tra loro è ancora online sta per ricevere una manna dal cielo.

Tra qualche giorno, infatti, la difficoltà di Bitcoin diminuirà quasi del 25%, il più grande movimento negativo di sempre. Di conseguenza, il mining di Bitcoin sarà più redditizio per gli operatori rimanenti.

Per questo motivo dovrebbero calare anche gli incentivi a vendere, in quanto i partecipanti al network godranno di una nuova ondata di redditività fino a quando l’hash rate mancante non farà ritorno e la difficoltà aumenterà.

Il puzzle del mining di Bitcoin è più difficile del 23,6%, sebbene la media a 7 giorni delle entrate sia aumentata del 154%,” spiega il report.

“Una percentuale molto elevata della potenza di hashing è attualmente offline e in transito, e il prossimo adeguamento della difficoltà è stimato a -25%. Pertanto, i miner che restano operativi diventeranno probabilmente più redditizi nelle prossime settimane, a meno che il prezzo non registri ulteriori correzioni o la potenza di hashing in transito ritorni online.”

Glassnode ha aggiunto che i miner stanno più probabilmente liquidando monete accumulate negli anni nell’ambito dello spostamento.

Questo indica soprattutto che i miner ancora operativi non saranno probabilmente costretti a vendite eccessive… quindi è più probabile che le liquidazioni di tesorerie da parte dei miner cinesi siano la fonte dominante della pressione di vendita,” ha chiarito.

Opportunità nel settore del mining

Nel frattempo, un’altra fonte ha evidenziato quanto il mining sia redditizio nelle circostanze attuali.

Usando dati che stimano il consumo energetico di Bitcoin a circa 2.520 gigawattora per il periodo di due settimane tra gli adeguamenti della difficoltà, lo scrittore Hass McCook ha sottolineato l’opportunità di profitto del 75% per i miner con specifiche spese operative e di capitale.

Se il costo massimo per minare 1 BTC ammonta a 20.000$, la differenza tra tale spesa e il prezzo spot, che al momento della stesura equivale a 36.000$, è evidente:

“Quindi, se il costo per minare una moneta è circa 20.000$ nel peggiore dei casi (probabilmente più vicino a 13.000$-14.000$ per gli operatori professionali), quanto lavoreresti duramente in questo momento per approfittare di profitti del 75% e oltre?”