Un nuovo brevetto di Alibaba consente agli amministratori di una blockchain di intervenire sui contratti intelligenti

Il colosso cinese dell'e-commerce Alibaba ha presentato un nuovo brevetto presso il Patent and Trademark Office degli Stati Uniti (USPTO), per la realizzazione di un sistema blockchain che consente ad amministratori di terze parti di intervenire sui contratti intelligenti in caso di attività illegali. 

In particolare, il documento descrive un metodo che permette a terze parti autorizzate di agire in maniera diretta sulla rete blockchain, congelando i conti degli utenti associati ad attività illecite.

Gli autori del brevetto sottolineano che, nonostante la tecnologia blockchain offra un gran numero di elementi favorevoli come decentralizzazione, trasparenza e immutabilità, al momento non garantisce le condizioni necessarie per essere applicata in alcuni casi nel mondo reale:

"Tuttavia nella vita reale esiste la possibilità da parte degli amministratori di intervenire in particolari transazioni. Ad esempio, quando un utente esercita attività illegali, un tribunale può ordinare il congelamento del conto di tale utente. Questa operazione andrebbe tuttavia in conflitto con i contratti intelligenti al momento utilizzati nelle blockchain, e non potrebbe essere portata a termine".

Si tratta di un sistema simile a quello già presente sulla blockchain di Ethereum, che consente di stipulare contratti "espandibili", ovvero nei quali la logica e i dati vengono separati in due contratti differenti. Tale funzione offre agli sviluppatori un certo grado di controllo sui contratti anche una volta emanati.

Questo sistema risulta tuttavia molto più complesso da gestire rispetto ai normali contratti intelligenti, rendendolo molto più suscettibile ad errori e bug. La tecnologia proposta da Alibaba mira proprio a risolvere questo genere di problemi.