Durante un keynote speech alla World Artificial Intelligence Conference, Jack Ma, fondatore del colosso cinese dell'e-commerce Alibaba, ha affermato che la tecnologia blockchain e le altre tecnologie avanzate devono ancora dimostrare di poter aiutare la società ad evolversi in una direzione "più verde e più inclusiva".

Nonostante il keynote di Ma si concentrasse perlopiù sulle sfide e sulle percezioni errate più comuni riguardanti l'avvento dell'intelligenza artificiale (AI), una parte del discorso era riservata alla tecnologia blockchain e all'internet of things (IoT), definiti spartiacque tecnologici che segnano il passaggio alla nuova "era dei dati":

"Con l'arrivo dell'era dei dati, i produttori hanno una grande opportunità di riformare l'industria. Ma blockchain e IoT saranno delle tecnologie inutili, a meno che non riusciranno a promuovere la trasformazione dell'industria manifatturiera e l'evoluzione della società verso una direzione più verde e inclusiva."

Jack Ma, che ora intende andare in pensione, ha secondo Forbes un patrimonio netto di 36,9 miliardi di dollari. La popolare app di pagamento mobile Alipay, gestita dall'affiliata di Alibaba Ant Financial, ha oltre 450 milioni di utenti.

Le blockchain non sono un argomento nuovo per il titano dell'e-commerce, in quanto Ma ha già contestato la teoria secondo cui la tecnologia non è altro che una "bolla", sottolineando di averla studiata per anni e di credere fortemente nel suo potenziale di affrontare i problemi di privacy e sicurezza dei dati.

Infatti, dei nuovi dati pubblicati alla fine di agosto hanno rivelato che Alibaba è la prima azienda al mondo per numero di brevetti blockchain presentati, superando persino IBM.

Tuttavia, Alibaba ha rispettato rigorosamente le misure imposte da Pechino per bloccare le criptovalute decentralizzate, annunciando la sospensione di qualsiasi account AliPay che avesse utilizzato la rete di pagamenti per acquisti o vendite over-the-counter (OTC) di Bitcoin (BTC).

Inoltre, pare che Ant Financial abbia intenzione di condurre un programma di "prevenzione dei rischi" destinato ad educare gli utenti sui pericoli della falsa "propaganda" relativa alle criptovalute.