Secondo una recente ricerca pubblicata da Sanford C. Bernstein & Co., quest'anno i profitti degli exchange di criptovalute potrebbero più che raddoppiare, raggiungendo i quattro miliardi di dollari. All'interno del resoconto, intitolato "Crypto Trading — the Next Big Thing is Here?", gli analisti affermano infatti che difficilmente il mercato ribassista avrà un impatto significativo sugli introiti degli exchange.

Inoltre, poiché "gli asset digitali matureranno e la domanda istituzionale aumenterà", le aziende operanti nella finanza tradizionale troveranno "una valanga di opportunità" per entrare nel settore.

Bernstein ha scoperto che lo scorso anno le sole commissioni per l'acquisto e la vendita di monete digitali hanno generato un profitto di ben 1,8 miliardi di dollari: un valore pari a circa l'otto percento degli introiti della borsa tradizionale.

Volume giornaliero di scambio nel settore delle criptovalute comparato ai più importanti segmenti tradizionali. Fonte: Sanford C. Bernstein

Gli analisti sottolineano che ad oggi la finanza tradizionale ha preferito adottare una posizione diffidente nei confronti dei mercati delle criptovalute, a causa delle incertezze normative e delle oscillazioni dei prezzi che caratterizzano questa industria nascente. All'interno del documento viene tuttavia spiegato che, a causa dell'eccessiva cautela adottata da Wall Street, il popolare exchange Coinbase potrebbe raggiungere una "posizione competitiva inattaccabile". Le stime svelano infatti che circa il 50% dei profitti generati dalle commissioni appartengono proprio a Coinbase.

In una recente intervista con Bloomberg, il CEO di Coinbase Brian Armstrong ha rivelato che nel 2017 la piattaforma accettava fino a 50.000 nuovi utenti al giorno. Lo scorso anno l'azienda ha infatti aiutato i propri clienti a scambiare oltre 150 miliardi di dollari in monete digitali.