Dato che l'epidemia di coronavirus ha obbligato gran parte del mondo civilizzato a rimanere chiusa in casa, le ricerche in rete legate al tema delle criptovalute sono notevolmente aumentate.
Pare infatti che le ricerche su Baidu, da molti considerato "il Google cinese", per il termine "Bitcoin" siano impennate: i dati mostrano infatti un incremento negli ultimi 30 giorni del 183%, e anche il numero di coloro che cercano informazioni sulle criptovalute da dispositivi mobile è molto maggiore rispetto ad un mese fa.
È probabile che questo rinnovato interesse sia legato alla teoria secondo la quale un tracollo economico mondiale farebbe impennare il valore delle criptovalute.
Ricerche in crescita anche su Google
Attualmente Google è bloccato in Cina, e Baidu è uno dei motori di ricerca più popolari del Paese. Tuttavia, la popolazione cinese non è l'unica a mostrare un crescente interesse nei mercati delle criptovalute.
Negli Stati Uniti, le ricerche legate a Bitcoin su Google hanno registrato un massimo mensile in data 13 marzo, vale a dire in seguito ad una delle più grandi contrazioni giornaliere degli ultimi sette anni.
Utenti più interessati all'acquisto che alla vendita
Poiché una percentuale considerevole della popolazione è bloccata in casa, non stupisce che l'interesse per Bitcoin sia aumentato. Tuttavia, è importante sottolineare che il numero di ricerche relative all'acquisto di criptovalute sia decisamente maggiore rispetto a chi invece pianifica di venderle.
Si tratta di un dato insolito, dato che a causa dell'epidemia di coronavirus molte persone hanno perso il lavoro. È logico quindi pensare che molte di queste vogliano liquidare i propri investimenti per effettuare acquisti nella vita di tutti i giorni, piuttosto che comprare ulteriori criptovalute.
Durante le prime settimane della pandemia, i mercati delle criptovalute sono risultati estremamente volatili. Ora tuttavia il prezzo di Bitcoin sembra essersi stabilizzato sopra i 6.000$.