Bank of America: il settore blockchain potrebbe raggiungere un valore di 7 miliardi di dollari

La Bank of America (BoA) ha stimato che il settore blockchain potrebbe raggiungere un valore di 7 miliardi di dollari, offrendo enormi vantaggi a importanti multinazionali come Microsoft e Amazon

Nonostante all'interno del resoconto non venga mai menzionato un arco temporale ben preciso, l'istituzione spiega di aver basato la propria analisi sulla previsione che in futuro circa il 2% delle aziende farà uso della blockchain.

Il ricercatore Kash Rangan ha affermato che tale tecnologia si adatta perfettamente alle esigenze di alcune delle corporazioni più grandi al mondo, evidenziando ad esempio che:

"Amazon trarrà benefici implementando la blockchain nei propri servizi in cloud e nei sistemi di tracciamento delle catene di distribuzione, così da migliorarne l'efficienza".

L'uomo ha tuttavia sottolineato che, nonostante il potenziale della tecnologia sia oggi ampiamente riconosciuto, "non sono ancora stati sviluppati prodotti o servizi completi": le reali capacità della blockchain nel mondo reale non sono state pertanto ancora dimostrate.

Rangan ha poi aggiunto che i registri distribuiti potrebbero migliorare ulteriormente i sistemi Software as a Service (SaaS), dando vita ad un'implementazione Blockchain as a Service (BaaS). Per avvalorare la propria tesi, l'analista ha preso come esempio la piattaforma blockchain Azure, appartenente a Microsoft:

"La BaaS di Azure offre servizi come contratti intelligenti e altre applicazioni di terze parti, e in futuro il prodotto migliorerà ulteriormente quando l'utilizzo della blockchain aumenterà".

Per quanto riguarda le altri aziende d'alto profilo che potrebbero ottenere benefici dalla blockchain, la BoA ha incluso Oracle, IBM, Salesforce.com e VMware, nonché importanti nomi dell'industria immobiliare come Redfin, Zillow e Lendingtree. 

In primavera, la piattaforma Amazon Web Services (AWS) ha introdotto un framework per EthereumHyperledger Fabric, che consente agli utenti di sviluppare e gestire le proprie applicazioni decentralizzate (DApps). Dal canto suo, Microsoft ha introdotto Azure già nel lontano 2015, e continua ancora oggi a migliorare il servizio.