Bank of America: la nostra 'incapacità di adattarci' potrebbe portare al fallimento nella competizione con le criptovalute

La Bank of America (BoA) ha confessato agli enti regolatori statunitensi che potrebbe "non essere in grado" di competere col crescente uso delle criptovalute.

Nel suo report annuale alla Securities and Exchange Commission (SEC), rilasciato il 22 febbraio di questa settimana, la principale banca degli Stati Uniti evidenzia per la prima volta come le criptovalute possano essere la causa delle "spese sostanziali" da affrontare per rimanere competitivi.

Nel documento viene riportato che "l'incapacità di adattare i nostri prodotti e servizi all'evolversi degli standard del settore e alle preferenze del consumatore potrebbe minare il nostro business". 

Le banche di tutto il mondo si limitano ad osservare con attenzione il fenomeno delle criptovalute, senza interagire più di tanto. All'inizio di questo mese, la Banca Centrale Europea ha confermato che è stata proprio tale carenza di iniziative a portare ad un approccio meno diretto sul settore.

Nonostante le innovazioni introdotte dalla BoA, come il brevetto del sistema di exchange proposto lo scorso dicembre, la banca statunitense è stata fortemente criticata per la sua decisione di bloccare gli acquisti di criptovalute dei suoi clienti.

Secondo il report, la ragione per la quale i competitors rappresentino una minaccia per il business dell'istituzione bancaria sarebbe molto chiara.

"...Il panorama competitivo è intaccato dalla crescita di istituzioni non depositarie che offrono sia prodotti tradizionalmente offerti dalle banche, sia prodotti innovativi", pronostica la BoA. L'analisi continua sostendendo:

"Questo può ridurre il nostro margine di interesse netto, così come i profitti tratti dalle tariffe su prodotti e servizi. Inoltre, la diffusione dell'adozione di nuove tecnologie, inclusi servizi web, criptovalute e sistemi di pagamento, richiederebbero spese sostanziali per modificare o adattare la nostra offerta attuale[.]"

La banca ha anche evidenziato fallimenti nella fidelizzazione del personale, e ritiene "l'aumento della concorrenza" nel settore dei servizi finanziari dannoso per le sue prospettive.