Stando ad una ricerca, a Bitcoin (BTC) mancano ancora i volumi on-chain e gli incrementi di indirizzi attivi che caratterizzano i bull market.
In una schietta valutazione del rimbalzo del prezzo di BTC registrata da inizio 2023, la piattaforma di analisi on-chain CryptoQuant avverte che la quotazione dell'asset potrebbe essere più debole di quanto sembri.
Indirizzi attivi non replicano il paradigma del bull market
Mentre i parametri on-chain tornano rialzisti e alcuni mostrano addirittura segnali di crescita che non si vedevano da anni, molti analisti continuano a nutrire una sana dose di scetticismo.
Yonsei_dent, collaboratore di CryptoQuant, è tra questi e questa settimana ha descritto – in un blog post di Quicktake – come il 2023 non sia in linea con i precedenti mercati rialzisti.
Il problema, precisa, risiede negli indirizzi attivi, che non stanno aumentando di numero nonostante BTC/USD abbia guadagnato quasi il 50% da inizio anno.
"Gli indirizzi attivi sono un parametro che include tutti gli indirizzi che inviano e ricevono BTC, fornendo una panoramica di quanto sia attiva la domanda del mercato", riporta il post.
"Il 'prezzo' di un asset è determinato dalle leggi della domanda e dell'offerta sul mercato. I mercati delle criptovalute non fanno eccezione. Affinché i prezzi degli asset aumentino, l'interesse e la domanda del mercato devono essere sostenuti".
Il grafico allegato mostra la media mobile (MA) a 30 giorni degli indirizzi attivi in aumento a seguito della fine del mercato ribassista del 2018 e del crollo del mercato dovuto al COVID-19 di marzo 2020. Il 2023, invece, non ha ancora prodotto la stessa tendenza.
"Si può notare come gli indirizzi attivi (30DMA) siano aumentati sia durante l'inversione di tendenza del mercato rialzista del 2019 che all'uscita dallo shock provocato dal COVID-19 del 2020", aggiunge Yonsei_dent.
"Mi preoccupa il fatto che questo rally del 2023 non abbia mostrato alcun aumento degli indirizzi attivi".
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Molte transazioni, ma poco volume
Anche altre ricerche di questa settimana producono conclusioni simili circa le abitudini degli investitori di Bitcoin, che hanno accompagnato il ritorno a 25.000$.
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Il volume on-chain, evidenzia la società di analisi Glassnode, rimane basso e sia i detentori a lungo termine (LTH) che quelli a breve termine (STH) sono riluttanti a spendere.
"Nonostante la crescita netta dell'attività on-chain e un aumento del totale degli UTXO, i volumi di trasferimento sono notevolmente ridotti, sia per i detentori a lungo che per quelli a breve termine", riporta Glassnode nell'ultima edizione della sua newsletter settimanale, "The Week On-Chain".
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Tuttavia, ci sono alcuni segnali incoraggianti di miglioramento del sentiment, con le monete inviate agli exchange dai LTH che ora sono per lo più in profitto.
A metà gennaio, come illustrato da Glassnode, il 58% delle monete LTH inviate agli exchange è stato movimentato in perdita, mentre ad inizio settimana la percentuale era solo del 21%.
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