Tentando di bandire le criptovalute come Bitcoin (BTC), l'India rimarrà vulnerabile alla corruzione: è l'opinione del celebre investitore Tim Draper, che ha rilasciato tali dichiarazioni durante un'intervista con il portale d'informazione Indica.

Draper ha inoltre invitato Narendra Modi, Primo Ministro indiano, a riconsiderare l'attuale atteggiamento negativo nei confronti delle criptovalute.

Draper a Modi: non tornare "alle vecchie abitudini"

Ad aprile dello scorso anno, la Reserve Bank of India ha vietato alle istituzioni bancarie del paese di fornire i propri servizi a qualsiasi azienda operante con criptovalute.

Recentemente il governo del Paese ha anche proposto di bandire completamente l'utilizzo di monete digitali: il disegno di legge Banning of Cryptocurrency and Regulation of Official Digital Currency Bill 2019 propone infatti una condanna fino a dieci anni di carcere per chiunque "genera, possiede, vende, trasferisce, cede, emette o porta a termine affari con criptovalute.

"Speravo che Modi fosse divenuto un politico onesto, ma stando al modo in cui sta tentando di ostacolare Bitcoin credo che sia tornato alle vecchie abitudini", ha commentato Draper.

"Bloccando Bitcoin sta solo creando più corruzione"

Non è ancora certo se questo disegno di legge entrerà effettivamente in vigore. I suoi sostenitori sostengono che le criptovalute permettono di portare facilmente a termine attività illecite, come riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo.

Nel 2016 l'India ha introdotto una riforma monetaria, con effetti a dir poco disastrosi. Da un giorno all'altro ha infatti azzerato il valore di alcune banconote, incrementando notevolmente la domanda per investimenti in Bitcoin.

Draper ha elogiato il concetto di una riforma monetaria, ma a suo parere vietando del tutto Bitcoin si rischia soltanto di incrementare ulteriormente, e non di ridurre, il tasso di corruzione:

"Penso sia stata una mossa intelligente, sta tentando di eliminare la vecchia corruzione. [...] Ma bloccando Bitcoin sta solo creando più corruzione, è penso che questo sia molto pericoloso per il Paese."

Nonostante l'atteggiamento fortemente negativo nei confronti delle criptovalute, negli ultimi anni l'India ha più volte espresso il proprio interesse nella tecnologia blockchain. Recentemente Rajnath Singh, il Ministro della Difesa indiano, ha affermato che tecnologie all'avanguardia come blockchain, intelligenza artificiale e big data potrebbero notevolmente migliorare le operazioni belliche:

"Il ruolo dell'AI, del big data e della tecnologia blockchain ha già rivoluzionato l'attuale paradigma bellico. L'industria della difesa sta lavorando duramente per implementare queste tecnologie, al fine di salvaguardare la sicurezza delle infrastrutture critiche."