Secondo i dirigenti del settore, l'halving di Bitcoin potrebbe causare un po' di scompiglio fra i miner di BTC più piccoli e meno efficienti, ma non dovrebbe essere un problema per gli operatori consolidati.

Tra meno di un mese, i miner di BTC dovranno affrontare una dura realtà: una drastica riduzione delle ricompense per la risoluzione dei blocchi, che avrà un impatto significativo sulla loro redditività. I dirigenti del settore hanno spiegato che l'efficienza e le dimensioni delle operazioni saranno di fondamentale importanza, dato che le aziende si daranno battaglia per ottenere una fetta delle ricompense ridotte.

Da tempo Marathon Digital, considerata una delle maggiori società di mining del Nord America, si sta preparando all'arrivo del prossimo halving. Il Chief Growth Officer della società, Adam Swick, ha dichiarato a Cointelegraph che l'halving sarà una sorta di test per identificare le entità più efficienti e ben finanziate.

"Sebbene l'effetto immediato sia una riduzione dei compensi e della redditività, le grandi società sono in genere più resilienti, dato il loro accesso a enormi capitali e la maggiore efficienza delle loro operazioni", ha spiegato Swick. Le operazioni più piccole e soltanto marginalmente redditizie potrebbero non sopravvivere all'imminente halving.

Una delle sedi di Marathon al di fuori degli Stati Uniti, ad Abu Dhabi. Fonte: Marathon Digital

Secondo Michael Bennet, cofondatore di OceanBit, l'importanza per i miner dell'efficienza operativa, della gestione delle finanze e della struttura del capitale diverrà sempre più evidente:

"I miner con debiti e titoli in scadenza venderanno in modo opportunistico, anche mentre BTC continua a superare i massimi storici, per ridurre il debito durante il ciclo post-halving... ovvero quanto la concorrenza si farà più agguerrita e l'efficienza operativa diventerà fondamentale."

I miner hanno avuto quattro anni per prepararsi all'halving.  Il CEO di Stronghold Digital Mining, Greg Beard, ha spiegato che i precedenti periodi post-halving hanno costretto le società di mining ad adattarsi, dati che i margini erano improvvisamente divenuti più bassi. E quando i margini di redditività si riducono, i miner sono costretti a vendere BTC per acquistare macchine più efficienti:

"Prevedo che alcuni miner di BTC inizieranno a sentire la pressione, e convertiranno parte dei loro asset in denaro fiat per poter continuare a crescere."

Swick ha fatto una previsione simile, evidenziando che il nuovo massimo storico di BTC potrebbe temporaneamente aumentare la redditività delle operazioni, dato l'aumento delle commissioni di transazione e la conseguente maggiore domanda per i servizi di mining. Ma in seguito, le ricompense ridotte inizieranno ad esercitare una forte pressione sul settore:

"Se i miner non hanno sviluppato risorse sufficienti per far fronte all'halving, probabilmente vedremo alcune organizzazioni vendere le loro riserve di BTC. In casi estremi, per salvaguardare il capitale, potrebbero persino dismettere i siti operativi."

L'halving è parte integrante del codice della blockchain. Ogni 210.000 blocchi estratti (ovvero ogni circa quattro anni) le ricompense per i miner vengono dimezzate. Nel 2009 i miner ricevevano ben 50 BTC per la risoluzione dei blocchi; dopo il quarto halving, previsto per il mese prossimo, le ricompense scenderanno a soli 3,125 BTC.

L'hash rate di Bitcoin ha raggiunto nuovi massimi in vista dell'halving. Fonte: Blockchain.com

Al momento c'è molta competizione sul network per accaparrarsi le ricompense, come dimostra l'elevato hash rate complessivo. Il CEO di Stronghold ritiene che la situazione potrebbe cambiare quando i miner meno efficienti saranno costretti a interrompere le operazioni:

"Mi aspetto una diminuzione dell'hash rate in seguito all'halving, man mano che le macchine meno efficienti vengono spente. La domanda è: quale sarà l'entità di questo calo?"

Il Chief Growth Officer di Marathon ha aggiunto che l'azienda ha ampliato le proprie operazioni in preparazione all'halving. A dicembre, Marathon ha annunciato che avrebbe acquisito due siti per il mining da Generate Capital: in questo modo, l'azienda mira a ridurre il costo di estrazione di BTC di circa il 30%.

I miner sono perfettamente consapevoli del fatto che la diminuzione delle ricompense dei blocchi potrebbe causare un calo della redditività. Eppure sembra esserci molta fiducia fra gli operatori del settore.

Swick prevede un consolidamento significativo all'interno del settore, derivante dal calo di redditività e dalla potenziale necessità di vendere le strutture dedicate al mining. Si aspetta inoltre lo sviluppo di nuovi dispositivi hardware per il mining tecnologicamente più avanzati, la costruzione di grandi siti operativi, nonché un generale miglioramento delle soluzioni energetiche: tutto questo aiuterà i miner a ridurre i costi.

"Il mining diventerà probabilmente sempre più decentralizzata", ha dichiarato Swick. "I miner andranno alla ricerca di risorse energetiche uniche, di situazioni in cui possono rappresentare un valore aggiunto per i produttori di energia piuttosto che semplici clienti."

Riflettendo sull'impatto che gli ETF hanno avuto sul valore di BTC, Bennet prevede che il prezzo dell'asset continuerà a crescere in futuro. Ha sottolineato che BlackRock e Fidelity da sole hanno accumulato in media ben 5.000 BTC al giorno nelle nove settimane successive all'approvazione degli ETF spot negli Stati Uniti:

"Poiché l'emissione giornaliera di nuovi BTC diminuirà da 900 a 450 al giorno in seguito all'halving, supponendo che la domanda globale rimanga costante o persino aumenti, assisteremo a una continua crescita del prezzo del Bitcoin."

Il CEO di Stronghold è molto ottimista sul futuro dell'asset: "Dobbiamo ricordare che siamo ancora nelle prime fasi dell'adozione del Bitcoin."