Mentre proseguono i provvedimenti contro il mining di criptovalute in Cina, il mining di nuovi Bitcoin (BTC) diventa sempre più facile con un altro calo della difficoltà.

Il 18 luglio, il network di Bitcoin ha registrato il quarto adeguamento della difficoltà di mining negativo di fila, scendendo del 4,8%, stando ai dati dell’explorer BTC.com.

Il più recente regolamento della difficoltà di mining è avvenuto all’altezza del blocco 691.488, riducendola da 14.400 miliardi a 13.700 miliardi: il livello più basso da giugno 2020. Dopo aver superato i 25.000 miliardi il 13 maggio, nell’arco degli ultimi due mesi il parametro si è quasi dimezzato.

Gli ultimi cinque adeguamenti della difficoltà di mining di Bitcoin. Fonte: BTC.com

L’ultimo regolamento della difficoltà segue una serie di cali consecutivi iniziata il 29 maggio con una riduzione quasi del 16%. Nuovi cambiamenti negativi sono arrivati il 13 giugno con un calo del 5,3% e il 3 luglio con un enorme crollo del 28%, la più grande riduzione della difficoltà di mining sul network di Bitcoin.

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Come suggerisce il nome, la difficoltà di mining misura quanto è difficile minare un blocco di BTC. Una difficoltà più elevata richiede potenza di calcolo aggiuntiva per verificare transazioni ed estrarre nuove monete. Gli adeguamenti della difficoltà di mining di Bitcoin avvengono ogni 2.016 blocchi, ovvero ogni circa due settimane, in quanto Bitcoin è programmato per auto-regolarsi al fine di mantenere un periodo target di 10 minuti tra ciascun blocco.

Il continuo calo della difficoltà segue la migrazione in corso dei miner dalla Cina, causata da un grande giro di vite contro il mining di criptovalute da parte delle autorità locali. La difficoltà sta diminuendo in parallelo con l’hash rate di Bitcoin e le commissioni di transazione medie di BTC.