Il 27 gennaio, quando il prezzo di Bitcoin (BTC) è sceso del 10% a 29.150$, è successo qualcosa di insolito con i contratti future BTC del Chicago Mercantile Exchange (CME).  

Mentre il prezzo scendeva, questi future sono stati scambiati con uno sconto dell'1% rispetto a Coinbase, il che ha segnalato una discrepanza tra i due mercati:

"Buongiorno. 

Il prezzo spot di Bitcoin ha avuto un ritracciamento quasi totale rispetto alla media settimanale.

I future Bitcoin del CME sono in backwardation e scadono venerdì. 

È tutto."

I trader hanno subito suggerito che siano stati i contratti future, con scadenze a 48 ore, a causare il dumping del prezzo. Prima di trarre conclusioni affrettate, però, si dovrebbe notare che ogni vendita (short) ha bisogno di un compratore (long) equivalente. 

Quindi, non ci può essere uno squilibrio di open interest. Inoltre, i contratti future possono essere estesi (rolled over) ad una data futura, a condizione che il suo titolare abbia abbastanza margine per coprirlo. 

Invece di supporre che un singolo fattore abbia influenzato il prezzo del Bitcoin, è meglio analizzare i movimenti intraday di entrambi i mercati (future CME ed exchange spot). 

Il premium dei future (o base) misura il sovrapprezzo dei contratti a lungo termine rispetto agli attuali livelli spot (mercati regolari). Ogni volta che questo indicatore diminuisce o diventa negativo, si tratta di un preoccupante campanello d’allarme. Questa situazione è anche conosciuta come “backwardation” e indica un sentimento ribassista. 

Premium dei futures del CME. Fonte: TradingView

Questi contratti a tempo di solito vengono scambiati con un leggero sovrapprezzo: ciò indica che i venditori chiedono più denaro per dilazionare più a lungo il settlement. Sui mercati sani, i future dovrebbero essere scambiati con un premium annualizzato dal 5% al 15%, altrimenti noto come contango. 

Il disallineamento tra i mercati potrebbe essere stato causato da liquidazioni di contratti long guidate da operatori con margine insufficiente, order books risicati, o un'intensa azione dei prezzi nei mercati spot. 

Pertanto, questi dati di per sé non rivelano una causa o una conseguenza del dump. Inoltre, qualcosa di simile era già accaduto il 18 gennaio. 

Premium future CME vs. Coinbase BTC/USD. Fonte: TradingView

Notate come il premium del CME BTC sia crollato a un -1% nonostante nessuna volatilità apparente sugli exchange spot di BTC. Si può dire che questo evento non abbia avuto alcuna relazione con l'oscillazione dei prezzi del mercato.

Analizzando il crollo del 27 gennaio con un approccio più granulare, è possibile determinare se il premium negativo del CME abbia preceduto la volatilità del mercato. 

Premium future CME vs. Coinbase BTC/USD. Fonte: TradingView

I dati di cui sopra mostrano che invece di agire come barometro, il premium dei futures CME Bitcoin è crollato molto più tardi nel corso della giornata. Quando il Bitcoin ha testato la resistenza di 31.800$, la pressione di vendita al CME è continuata, causando la momentanea differenza di prezzo.

Potrebbero essere molteplici le ragioni che spiegano questa oscillazione, quindi confrontare il prezzo intraday su più exchange potrebbe spiegare qualora il CME abbia guidato la flessione. 

Futures CME BTC vs. Andamento settimanale Coinbase, Binance Perp, OKEx. Fonte: TradingView

Per riassumere, non ci sono prove di una price anticipation da parte dei future CME Bitcoin. Questi mercati hanno un notevole livello di arbitraggio e si muovono tipicamente in tandem. Inoltre, il solito premium potrebbe affrontare alcune discrepanze momentanee simili a quelle che si sono verificate il 18 gennaio, indipendentemente dalla volatilità del Bitcoin in quel momento. 

I punti di vista e le opinioni espresse nel presente articolo sono esclusivamente ascrivibili all'autore e non riflettono necessariamente i punti di vista e le opinioni di Cointelegraph. Ogni investimento e mossa di trading comporta dei rischi. Ognuno dovrebbe condurre delle ricerche personali prima di prendere una decisione.