L'exchange di criptovalute Bithumb blocca i conti dei clienti residenti in 11 paesi

Nell'ambito di una nuova iniziativa volta a combattere il riciclaggio di denaro, a partire dal 28 maggio l'exchange di criptovalute Bithumb bandirà gli utenti di undici paesi.

In un recente comunicato stampa, Bithumb ha infatti confermato che i cittadini resistenti in Paesi e Territori Non-Cooperativi (NCCT) non potranno più utilizzare i servizi offerti dalla piattaforma. Al momento Bithumb è il quinto exchange più importante al mondo per volume giornaliero di scambi, secondo i dati raccolti da CoinMarketCap.

Le nuove registrazioni verranno bloccate a partire da lunedì, mentre i conti esistenti verranno bloccati in data 21 giugno.

"Agli utenti residenti in NCCT verrà impedito l'utilizzo dell'exchange, così che le criptovalute non possano essere adoperate per il finanziamento del terrorismo internazionale", spiega il comunicato.

La lista degli NCCT comprende paesi che non rispettando gli standard antiriciclaggio imposti dalla Financial Action Task Force on Money Laundering (FATF), una struttura internazionale fondata dal G7 negli anni '80.

La nuova politica di Bithumb impedirà pertanto l'utilizzo della piattaforma a paesi come Iran, Etiopia, Iraq, Serbia, Sri Lanka e Tunisia.

"Faremo rispettare rigorosamente le nostre nuove regole e proteggeremo gli investitori. Inoltre collaboreremo attivamente con le autorità", ha poi aggiunto un rappresentante di Bithumb.

Nel corso del 2017, gli exchange con sede in Corea del Sud hanno dovuto affrontare numerose richieste normative. Da una rigida tassazione a più severi sistemi di verifica dell'identità, le autorità locali stanno tentando in ogni modo di controllare e rendere sicuri i mercati delle criptovalute.